L’acqua qui non è come nel resto della laguna. È più densa, più fredda, e a un certo punto sembra quasi tirarti giù invece di lasciarti galleggiare. I sub che sono entrati nella cripta allagata sotto una piccola chiesa sconsacrata vicino all’Arsenale lo ripetono tutti: “Non è normale neanche per Venezia”.
La prima immersione è avvenuta nel 2024, alle 22:41, per approfittare della bassa marea. Obiettivo ufficiale: documentare lo stato delle fondamenta e capire perché, da settimane, dal pavimento della navata filtrava acqua scura con un odore di ferro. Ufficialmente, manutenzione. Ufficiosamente, qualcuno voleva verificare una voce: sotto l’altare, una cripta murata da secoli si sarebbe riempita da sola, senza collegamento diretto con i canali.
Il corridoio sommerso è stretto, intonaco che si sbriciola al tocco, fili d’aria fredda che non dovrebbero esistere sott’acqua. I sub raccontano che, a metà percorso, i fari hanno iniziato a impastarsi di particelle nere, come se qualcuno stesse scuotendo fuliggine nell’acqua. Le registrazioni video mostrano solo una nebbia lattiginosa, ma l’audio conserva un dettaglio inquietante: un suono ritmico, metallico, simile a una catena che viene tirata piano.
La seconda immersione e il dettaglio che non torna
Alla seconda discesa, poche settimane dopo, il team era ridotto. Uno dei sub aveva avuto un attacco di panico solo all’idea di rimettere la muta. Gli altri parlano di una sensazione precisa: come essere osservati da dietro, ma troppo vicino per potersi girare davvero.
Skeptici e tecnici hanno provato a spiegare tutto con:
- Correnti sotterranee che creano suoni e vibrazioni
- Gas intrappolati nelle murature antiche
- Suggestione dovuta all’ambiente chiuso
- Problemi di attrezzatura e condensa sulle lenti
Queste spiegazioni reggerebbero, se non fosse per un particolare: al ritorno, sulla scaletta che porta alla sacrestia, hanno trovato una moneta da 10 lire del 1955, coperta di limo fresco, appoggiata sul terzo gradino. Lì, il livello dell’acqua non arriva mai.
Nessuno l’aveva con sé. E nei video della discesa, per un secondo, si intravede la stessa moneta che ruota lentamente nell’acqua, come se fosse stata appena lasciata cadere da qualcuno sopra di loro.
Perché la terza volta non ci sarà (per ora)
La terza immersione è stata programmata, attrezzatura pronta, permessi firmati. È saltata all’ultimo. Non per motivi burocratici, ma perché tutti i sub coinvolti hanno rifiutato, separatamente, di scendere di nuovo.
Uno di loro, l’unico che ha parlato con un giornalista, ha detto solo questo: “Là sotto non è solo acqua. È come se qualcuno stesse aspettando che torniamo con qualcosa in più da lasciare”.
Da allora, chi entra in chiesa nota un’altra cosa: il rumore di gocce che cadono regolari, sempre dallo stesso punto del pavimento, anche nei giorni secchi. E ogni tanto, tra le fessure delle vecchie piastrelle, brilla qualcosa di piccolo e tondo, che sembra metallo, ma che nessuno vuole toccare per primo.






