FANTASMI E LEGGENDE IN TOSCANA: I CASTELLI E PALAZZI MAGGIORMENTE INFESTATI

Castello di Poppi (provincia di Arezzo)

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All’interno delle mura del castello si aggirerebbe il fantasma di Matelda, moglie del Conte Guidi, che era solita far sparire i suoi amanti dopo aver trascorso con loro notti di passione. La contessa trascorreva molto tempo da sola e trovò il modo di divertirsi all’insaputa del marito.

 

 

 

Castello di Strozzavolpe

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Nei pressi di Poggibonsi, in provincia di Siena. Si narra che il fantasma di una volpe si aggiri attorno al castello nelle notti di luna piena.

 

 

Castello Malaspina (provincia di Massa Carrara)

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Uccisa nel castello di Fosdinovo, in provincia di Massa-Carrara. Vissuta a metà del XVII secolo, Bianca Maria Aloisia s’innamorò dello stalliere del castello, che venne ucciso per evitare che la loro storia continuasse a dare scandalo. Ma la sorte peggiore toccò proprio a Bianca che fu murata viva assieme ad un cinghiale e ad un cane per ordine del padre. Ancora oggi il suo spirito si manifesterebbe nel castello, è stato avvistato pure lo stalliere nel cortile del castello.

 

 

Castello di Lari

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A 30 km da Pisa. Una struttura antica, al cui interno si avvertirebbe ancora una misteriosa presenza, quella di Gostanza da Libbiano, una donna che nel XVI secolo fu accusata di stregoneria e di intrattenere rapporti con il demonio.

Si racconta che il suo fantasma ogni tanto torni nella cella dove fu tenuta prigioniera. C’è poi chi ricorda il fantasma di Giovanni Princi, rinchiuso nella cella numero 5 del castello. Finì in carcere perché oppositore accanito del fascismo e fu trovato morto la mattina del 16 dicembre 1922, impiccato alle inferriate della finestra.

 

 

 

Palazzo Budini-Gattai

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in piazza Santissima Annunziata a Firenze. Nell’edificio c’è una finestra che rimane sempre socchiusa, per permettere al fantasma di una giovane donna, la sposa di un membro della famiglia Grifoni, di poter sempre salutare il suo amato, che non fece mai ritorno a casa, perché morto in guerra.

 

 

 

Castello di Vincigliata

Poco distante da Fiesole. All’interno del castello c’è chi cerca ancora il fantasma di una giovane, Bianca, che morì di crepacuore dopo aver saputo che il suo amore, Uberto, era stato ucciso per mettere fine alla loro storia, mal vista dalle rispettive famiglie.

 

 

Villa Medicea di Cafaggiòlo

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Nel comune di Barberino di Mugello, a nord di Firenze. Nella tenuta si aggirerebbe ancora il fantasma di Dianora di Toledo, moglie di Pietro de’ Medici, da lui strangolata per gelosia nel 1576, come vendetta per averlo tradito con il nobile Bernardo Antinori.

 

 

 

Villa Rondinella

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Ubicata in provincia di Siena, a breve distanza dal comune di Buonconvento. Costruita nel 1910 da Luigi Saverio Ricci, si mostra al visitatore che transita da quelle parti come un piccolo capolavoro di arte e architettura, curato nel minimo dettaglio.

Nel corso degli anni testimonianze inspiegabili si sono susseguite su villa Rondinella e sui suoi fantasmi.

Un gruppo di ragazzi aveva deciso di trascorrere la notte nella villa, in cerca di forti emozioni dopo aver udito le storie di fantasmi, ma furono costretti a scappare a gambe levate terrorizzati dai rumori di catene e dalle voci che si originavano dal nulla negli ampi saloni della villa.

Altri testimoni giurano di aver visto un spirito verdastro, e di essere stati bersaglio di lancio di sassi, soltanto per essersi avvicinati al cancello.

 

 

 

Castello di Sorci

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Sorge poco lontano da Anghiari, teatro della famosa battaglia, e risale al XII secolo.

Prima di passare in mano ai Pichi il castello di Sorci fu dimora di Baldaccio Bruni, meglio noto come Baldaccio d’Anghiari, signore anche del castello di Ranco, ottenuto dopo il matrimonio con Annalena Malatesta. Grande uomo d’armi, dimorò al castello di Sorci fino alla sua morte quando, il 6 settembre 1441 la sua vita venne stroncata a tradimento da personaggi che egli considerava amici, venne barbaramente ucciso e gettato da una finestra del Palazzo Vecchio a Firenze, decapitato e lasciato in bella vista davanti alla folla. Sarebbe interessante riportare tutti gli avvenimenti della vita di Baldaccio e delle sue gesta, ma non basterebbe un libro per farlo.

Castel dell’Aquila (Provincia di Massa Carrara)
Questo castello è stato  fortificato nel 1366, su un colle da cui si vede tutta la Lunigiana, dimora di marchesi, dame e cavalieri, immerso in 32 ettari di bosco, paradiso incontaminato di rara bellezza, tra le cui mura si aggira un fantasma di un cavaliere a cavallo.
Castel dell’Aquila dista 17 km da Aulla e una volta arrivati, per farsi aprire, è necessario telefonare, perché non esiste citofono; i resti del bastione circolare conservano ancora la presenza delle feritoie, che permettevano di colpire stando al riparo; il maniero si innalza su 4.000 metri quadrati, nove le stanze ricavate nella torre, 14 bagni e un’area privata che si affaccia sui cortili del castello.
C’è ancora la polveriera, dove anticamente venivano custodite le munizioni per la difesa del castello e c’è la cappella del crocifisso, con un affresco del 1600, riconsacrata soltanto nel 2005 per permettere la celebrazione di riti religiosi.

Decine i saloni, tra arcate, nicchie, camini, i forni di pietra dove si preparava il pane e un antico pozzo dei desideri. Un pianoforte a coda troneggia in quella chiamata la sala della musica, unico luogo del castello, insieme alla cappella, ad aver conservato l’originale soffitto a tutto sesto, che offre un’acustica perfetta per eventi musicali di particolare pregio.

Il punto più straordinario del castello è però la terrazza del belvedere, sul torrione, con una vista a 360 gradi sulle vallate, le colline e le vette delle Alpi Apuane.

Il castello è di proprietà della famiglia Girardin che lo acquistò nel 1900. Due sono le dinastie di marchesi che prendono il nome da Castel dell’Aquila, entrambe provenienti dal ramo malaspiniano di Fosdinovo: la prima ebbe origine da Galeotto di Fosdinovo nel XIV secolo, la seconda iniziò con Lazzaro, figlio di Antonio Alberico marchese di Fosdinovo, la cui discendenza si estinse nella prima metà del XVII secolo.

È il Novecento però il secolo buio del Castel dell’Aquila, danneggiato dal terremoto del 1920 e da anni di incuria, abbandonato dopo che gli ultimi proprietari ne minarono la torre con la dinamite. Il castello, abbandonato a sé stesso è stato sottoposto per decenni a sistematici saccheggi d’ogni sorta: camini, pavimenti, sculture, manufatti di macigno, tutto trafugato prima dell’acquisto e dell’intervento di restauro voluti dall’attuale proprietà. Sono serviti due anni per liberarlo dalla sterpaglia e dieci per riportarlo alla sua originale imponenza.

Villa della seta, Corliano
Questo palazzo risalente al XV secolo, sembra sia dimora del fantasma della nobildonna Teresa della Seta Bocca Gaetani.
Molti sono i racconti sulle sue apparizioni: la donna si manifesterebbe nei saloni spostando arazzi e mobili, a volte sbattendo le porte e provocando rumori fortissimi. Alcuni raccontano di averla vista nelle notti di luna piena mentre guarda quella che fu la sua casa. Altri l’avrebbero sentita correre e ridere nei sotterranei del palazzo.

La Fortezza Vecchia, Livorno
Uno dei monumenti più rappresentativi della città di Livorno. Con la sua imponente struttura, le sue torri ed i suoi vicoli ben si adatta a reimmergere i visitatori in un mondo che fu, ormai lontano secoli. Anche se, forse, qualche traccia di quel periodo così distante è ancora presente… Se vi aggirate al suo interno e vi sentite “osservati”, beh potreste essere infatti incappati nel fantasma di Beatrice di Canossa.
Poco si sa sulla figura di Beatrice, sorella maggiore di Matilde, contessa, duchessa, marchesa e vicaria imperiale, nonché vice regina d’Italia, vissuta tra il 1046 ed il 1115. Di Beatrice sappiamo solamente che morì molto giovane nel 1053, forse a causa di un avvelenamento per motivi di eredità.
 
La leggenda vuole che il decesso arrivò proprio nel giorno delle nozze e che il suo fantasma, ancora oggi, si aggiri tra le vecchie mura medicee, in cerca di vendetta. E dello spettro esisterebbe anche un video, sul quale si è a lungo discusso sulla sua autenticità, se ne consiglia la visione ad un pubblico adulto.

https://youtu.be/XEJneDP7Unw

 

 

 

 

 

 

Il fantasma della Villa in Via Pacinotti, Livorno

 

 

Agli inizi del secolo scorso una donna cadde dal balcone di una villa situata in via Pacinotti. Il suo cadavere rimase a lungo sepolto nell’abbandono del luogo disabitato. Alcuni testimoni dichiararono d’aver udito piangere il suo fantasma, altri d’averla vista china sul selciato della strada in preda ai singhiozzi prima di scomparire.

Oggi la villa è stata ristrutturata e forse lo spirito della donna potrebbe persino aver trovato la pace.

 

 

 

 

 

Ex sanatorio di Livorno

 

Sito a Livorno si trovava un vecchio sanatorio abbandonato da almeno una cinquantina d’anni.

La struttura fa ancora parlare di sé grazie alle testimonianze di chi, nell’ex sanatorio sembra esserci entrato per gioco. Molti sarebbero fuggiti a gambe levate alla presenza dello spettro di una ragazza in corsa per i corridoi seguita da lamenti di pianti e grida di dolore. Altri affermano d’aver udito dei singhiozzi nei pressi del sanatorio, sempre più ravvicinati in prossimità di esso.

Il fantasma del pianto rovisterebbe ancora fra le macerie in cerca del marito ricoverato durante gli anni ’30. Ad oggi il sanatorio è conosciuto con il nome di Villa Corridi, in una struttura dismessa.

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