I LUOGHI MAGGIORMENTE INFESTATI IN CAMPANIA

VIALE LINCOLN – CASERTA

Caserta - Viale Lincoln

Caserta, vicino all’ex fabbrica Saint Gobain, si trova un sottopassagio che unisce Viale Lincoln con Viale Lincoln 2. Nell’esatto punto in cui un tempo c’era un albero secolare (oggi purtroppo non più esistente), si racconta che appaia un fantasma di una donna dal capo coperto, presumibilmente una monaca. Alcuni affermano di averla vista passeggiare sul marciapiede. La leggenda vuole che si tratti dello spettro di una monaca che si impiccò a quel vecchio albero, dopo aver seppellito nello stesso punto un suo figlio illegittimo.

 

 

BASILICA DELL’INCORONATA MARIA DEL BUON CONSIGLIO – NAPOLI

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Sulle scalinate adiacenti alla Basilica dell’Incoronata, a Napoli, durante la primavera di ogni anno, compare il fantasma di una donna in abito da sposa. Ma attenzione, non si fa notare da tutti indistintamente, pare che appaia soltanto alle donne nubili. Si ritiene sia il fantasma di una giovane donna che avrebbe dovuto percorrere quella scalinata per unirsi in matrimonio con il suo amato, ma purtroppo morì stroncata dalla tubercolosi.

 

 

CASTELLO MEDIEVALE – CASTELLAMMARE DI STABIA

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Intorno al 1459, nell’epoca della ‘Congiura dei baroni’, una castellana si innamorò di un soldato e per amore nei suoi confronti, aprì le porte della fortezza, consentendo ai nemici di conquistarla con facilità. Il soldato, dal canto suo, non ricambiò l’amore della donna, che sentendosi rifiutata e tradita, si tolse la vita, avvelenandosi.

Si racconta che ancora oggi il suo fantasma vaghi per le stanze del Castello, in particolar modo nella Stanza degli Angeli. Pare che in questa stanza nessuno riesca a compiere per intero una qualsiasi attività, come se delle forze soprannaturali lo impedissero. Lo spettro ha le sembianze di una donna di mezza età, indossa un lungo abito rosso e porta lunghi capelli neri. Ora si vendica degli uomini e li tormenta, non li lascia dormire, li spaventa, c’è chi dice che faccia addirittura cadere dalle scale…

 

 

PIAZZA BOVIO – NAPOLI

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Lungo le strade che confluiscono in Piazza Bovio, a Napoli, molti raccontano di essersi imbattuti nello spettro di una donna del Seicento. Solitamente non è molesto, al contrario, è sempre in fuga e sinora nessuno è mai riuscito a vedere il suo volto. Si pensa che sia il fantasma di una donna, che diversi secoli fa, fu violentata dai Saraceni.

 

 

 

PONTE DELLA SANITÀ – NAPOLI

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Nella pittoresca zona di Capodimonte, a Napoli, sul Ponte della Sanità, si racconta che nelle notti di pioggia, si odano urla sinistre, probabilmente riconducibili ai lamenti di coloro che, qui, si suicidarono.

 

 

RIONE TERRA – POZZUOLI

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Pozzuoli, nasconde nel suo tessuto territoriale una piccola città fantasma: si tratta del Rione Terra, la parte più antica della città, che da un lato si affaccia sul porto, dall’altro sul Golfo di Napoli. Si trova ormai da diverso tempo in stato di totale abbandono e il suo aspetto è decisamente tetro.

Molti giurano di aver sentito lamenti, voci sussuranti e anche di aver intravisto ombre antropomorfe dissolversi rapidamente. Un fenomeno condiviso da molti è l’apparizione di luci circolari, che sembrano uscire dalle case abbandonate per divincolarsi nei vicoli del quartiere.

 

 

Castel Capuano

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L’ ombra bianca di Giuditta Guastamacchia, sanguinaria assassina salita sulla forca il 19 aprile del 1800 appare nei corridoi di Castel Capuano, quello che una volta era la sede della Gran Corte della Vicaria, conosciuta per questo come l’Impiccata della Vicaria.

Giuditta era stata condannata all’impiccagione per un efferato crimine di cui si era macchiata. Testa e mani le furono amputate dopo l’esecuzione e vennero appese alle mura della Vicaria dietro i graticci di ferro, secondo quanto prevedeva la legge per quel genere di delitto. pare che la presenza inquietante e misteriosa di Giuditta ancora se faccia sentire nel giorno in cui salì alla forca nelle sale che furono delle ex Tribunale di Napoli e per questo è definita anche il “fantasma degli avvocati”.

 

 

Palazzo Spinelli di Laurino

Costruito nella seconda metà del Cinquecento, il palazzo fu acquistato nel settecento dalla famiglia Spinelli di cui ora porta il nome. Qui si inserisce la storia di Bianca, un’orfana di buona famiglia che il duca accolse in casa e affidò a donna Lorenza, sua moglie, come damigella.

Tra le balaustre dello scalone c’e’ chi giura di vedere passare il fantasma della bella Bianca. Un giorno prima di partire per la guerra, entrato nelle stanze della moglie per salutarla, il duca si sentì rispondere sgarbatamente e molto seccato, mentre stava per andare via, i suoi occhi incrociarono nello specchio quelli di Bianca, mentre stava pettinando la sua signora.

Era uno sguardo innocente ma, alla perfida Lorenza non sfuggì quella intesa. Il marito non era ancora lontano da casa che rinchiuse Bianca in un vano del muro della sua stanza e fece costruire lì davanti una parete di mattoni. Bianca non poteva difendersi in alcun modo ma ebbe la forza per pronunciare queste parole: “Famme pure mura’ viva, ma in allegrezza o in grannezza tu me vidarraje”.

 

Da allora si racconta che il fantasma comparisse agli Spinelli tre giorni prima che accadesse alla famiglia un fatto lieto o una sventura e ancora oggi pare che Bianca si aggiri per le stanze del Palazzo.

 

 

Palazzo Sansevero

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Qui Maria d’Avalos perse la vita insieme col suo amante Don Fabrizio Carafa d’Andria per mano del vendicativo e geloso marito Carlo Gesualdo, principe di Venosa, che secondo la leggenda li murò vivi nella stanza dell’adulterio il 18 ottobre 1590.

Un grande urlo si percepisce nella ricorrenza del brutale omicidio: è il fantasma della donna che grida il suo dolore perché il marito uccise anche il figlio frutto del loro amore.

 

 

E ancora storie del terrore si raccontano sull’isolotto della Gaiola dove sorge una villa abbandonata appartenuta a personaggi del calibro di Gianni Agnelli e Paul Getty ma dove ancora oggi si aggira il fantasma di un donna senza volto.

 

Secondo i pescatori della zona si tratterebbe dello spirito di una donna morta durante il naufragio dell’incrociatore San Giorgio. Era il 1911. Da questo momento comincia ufficialmente la maledizione della Gaiola: negli anni Venti la Gajola viene acquistata dal medico Hans Braun. Pare che l’uomo si innamorò della cognata; scoperto, la moglie lo accusò di tradimento e disperata se ne scappo nottetempo prendendo una rudimentale seggiovia che collegava l’isola con la terraferma.

Non arrivò mai. Il suo corpo fu restituito dal mare senza vita. La villa maledetta fu poi presa da un commerciante di profumi, Otto Grunback, che fu trovato morto suicida. Dopo qualche anno la Gajola passa nelle mani di Maurice Sandoz, proprietario di una nota casa farmaceutica che nel 1955 verrà trovato morto nel giardino di una clinica psichiatrica perché era convinto di essere perseguitato dalla sfortuna. I successivi proprietari (dal barone tedesco Carl Langheim al miliardario americano Paul Getty) non moriranno, ma dovranno fare i conti con bancarotte e rapimenti.

 

 

 

Palazzo Donn’Anna a Posillipo

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Secondo la tradizione sembra sia ‘infestato’ di presenze: si tratterebbe della nobile Anna Carafa, che secondo i pettegolezzi eliminava gli amanti gettandoli in una botola collegata con il mare. I pescatori notturni che transitano in prossimità delle rocce sentono i lamenti degli amanti uccisi.

C’è chi giura pure di aver visto sulla terrazza del vecchio edificio, due figure biancastre che danzano ripetutamente: probabilmente Mercede de las Torres e Gaetano Casapesenna qui uccisi a causa del loro amore.

 

Queste sono solo alcune delle storie più famose e dei palazzi più conosciuti, ma ce ne sarebbero tante altre da ricordare come quella di un antico palazzo a quattro piani in piazza Giambattista Vico, stabile risalente al 1880 e devoluto alla Madonna di Pompei, dove vari condomini si sarebbero lamentati di determinati e inspiegabili fenomeni: oggetti che volano per aria, mobili in movimento senza che alcuno li manovri, porte e finestre sbattute violentemente, inquietanti figure a mezzo busto che circolerebbero liberamente per il palazzo sotto gli occhi atterriti dei condomini.

Gli inquilini di un condominio nei pressi di Corso Garibaldi spesso sono terrorizzati da un’inquietante apparizione: il fantasma di un impiccato la cui testa appare in cima alle scale, oppure la si vede penzolare da una delle finestre. Si dice che sia il fantasma di un soldato spagnolo, brutalmente trucidato in questo edificio.

 

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