I MEDIUM: SONO VERAMENTE AFFIDABILI O SONO TRUFFE ?

Che cosa sono i medium ?

 

Il Medium è una persona con particolari poteri paranormali e psichici che la facoltà di mettere in contatto il mondo degli spiriti e quello degli uomini.

Si configura dunque come un intermediario tra i due mondi. Il termine Medium nasce dal fenomeno dello spiritismo che si sviluppò intorno agli anni cinquanta del secolo scorso per poi diffondersi in più settori.

Il medium è quindi una persona in bilico tra due mondi, quello del cielo e quello della terra, quello materiale e quello spirituale, quello dei vivi e quello dei morti.

 

 

Il Medium viene comunemente definito come colui che è in grado di contattare le anime di persone decedute sia per via orale (Psicofonia) o per via scritta (Psicografia” o scrittura automatica). La medianità è tutto ciò che rientra nelle sue facoltà. Infatti a seconda delle loro facoltà possiamo raggruppare i Medium in più categorie:

 

 

Gruppo di scienziati dell’Università dell’Arizona

 

Un gruppo di scienziati dell’Università dell’Arizona avrebbe verificato sotto controllo la capacità di cinque medium di contattare “spiriti” nell’aldilà. Lo studio, condotto dal prof. Gary Schwartz, è stato pubblicato su Journal of the Society for Psychical Research, la più antica associazione inglese dedita allo studio dei fenomeni paranormali.

 

Vediamo come si è svolto l’esperimento e cerchiamo di capire qual è la sua validità scientifica.

 

Ogni medium e il parente della persona scomparsa, per circa un’ora, sono stati messi a confronto. I due non potevano vedersi direttamente, ma erano divisi da un vetro-schermo, evitando così influenze di sguardi.

Il colloquio (il parente del defunto poteva solo rispondere alle domande specifiche con sì o no) è stato filmato dalle telecamere del laboratorio dell’università e sono emersi i risultati davvero incredibili: il medium era in grado di riportare anche 80 particolari personali sulla persona morta (dal nome al tipo di allergie, fino alle precise circostanze della causa del decesso).

 

I particolari erano al 93 per cento precisi, dettagliati e veri. Anche nel colloquio con un secondo parente c’è stata questa straordinaria successione di informazioni sull’estinto.

 

Ora, notoriamente i medium sono famosi per la loro abilità di “spremere” informazioni ai loro clienti utilizzando tecniche psicologiche molto raffinate note con il nome di “cold reading” (in cui tra l’altro si fanno domande molto generiche che hanno molte probabilità di essere giuste); la medium americana Rosemary Altea è una delle più abili a servirsi di questa strategia – che nulla ha di paranormale, naturalmente.

 

Quali precauzioni dunque sono state prese nello studio americano ?

 

il Telegraph di Londra dice: “Gli studiosi hanno respinto questa obiezione ricorrendo a un gruppo di controllo formato da 60 persone a cui è stato chiesto di provare a fornire ai parenti dei defunti lo stesso tipo di informazioni fornite dai medium. Il punteggio medio ottenuto dal gruppo di controllo è stato del 36 per cento, con picchi solo del 54”.

Per Gary Schwartz ci troviamo di fronte a “un gruppo di medium eccezionali, capaci di fare qualcosa di straordinario”.
L’opinione degli scettici è del tutto diversa. Il prof. Chris French, psicologo al Goldsmiths College di Londra, dice: “Questo studio ha risultati così fuori dall’ordinario che bisognerà esaminare attentamente il modo in cui è stato condotto”. Il dr. Richard Wiseman (psicologo all’Università dell’Hertfordshire), è ancora più chiaro: “Non sono colpito da quanto ho visto finora. Sappiamo che risposte sì-no possono offrire moltissimi indizi. È possibile indovinare l’età, l’accento, quanto è entusiasta il tono della voce ai suggerimenti offerti…”

Forse l’obiezione più importante però è quella relativa al gruppo di controllo. Chiedere a 60 persone di provare a indovinare informazioni sui defunti non ha alcun senso. Sarebbe come chiedere a un gruppo di barman di preparare dei cocktails e poi chiedere a persone prese per la strada di rifare gli stessi cocktails. Chissà chi farà i cocktails più buoni?

Un vero gruppo di controllo avrebbe dovuto essere composto da persone esperte di cold-reading, capaci cioè di indovinare dettagli personali anche solo sulla base di risposte sì-no. Solo a quel punto i risultati ottenuti dai due gruppi, medium e cold-readers, avrebbero potuto essere confrontati e, solo nel caso in cui i medium avessero ottenuto le loro informazioni per via spiritica il loro punteggio avrebbe potuto essere migliore di quello del controllo.

 

 

 

L’uomo che ha sposato una medium sensitiva

 

Laura Lynne Jackson è moglie, madre ed ex insegnante di liceo da Long Island, New York, che ha una serie di capacità soprannaturali: è sia una sensitiva che una medium.

I suoi doni paranormali di cui si è accorta sin da bambina, le permettono di leggere l’energia delle persone e carpire informazioni sul loro passato, presente e futuro; le sue abilità da medium la aiutano a comunicare con persone defunte e trasmettere i loro messaggi a chi è ancora in vita.

 

 

Quando Laura era agli inizi della sua carriera d’insegnante, vent’anni fa, uscì per un primo appuntamento con Garrett, che oggi è suo marito. Alla seconda uscita, gli confidò i suoi doni paranormali.

“Non si tratta di qualcosa che posso nascondere sul serio”, ha spiegato Laura, autrice del best-seller The Light Between Us. “Chiunque mi conosca bene, conosce questa parte di me. Perciò, al nostro secondo appuntamento gli ho raccontato delle mie abilità e delle esperienze ad esse correlate.”

 

 

 

Come hai reagito quando Laura ti ha detto per la prima volta dei suoi poteri paranormali al vostro secondo appuntamento?

 

Garrett: ne ero intrigato. La mia matrigna frequentava sensitivi da anni, ed ero affascinato dalle storie che mi raccontava. Le avevano rivelato dettagli specifici della sua vita durante queste sedute, cose che il medium non poteva sapere già da prima. Sapevo che c’era un fondo di verità.

Laura: Si dimostrò molto aperto e interessato alla cosa. A ripensarci fu un’ottima cartina al tornasole per decidere se continuare a frequentarlo o no.

 

 

Qual è la differenza tra una sensitiva e una medium?

 

Laura: nel settore circola un detto: tutti i medium sono sensitivi, ma non tutti i sensitivi sono medium. Essere un sensitivo significa che percepisci energia e puoi leggere l’aura di una persona. Significa anche che carpisci informazioni sul passato di una persona, ma anche sul presente e sul futuro. Durante una seduta, recupero informazioni, o cerco di vedere, sentire e raccogliere informazioni.

 

Essere un medium significa che, oltre ad avere capacità le tue abilità paranormali completamente aperte, puoi anche incanalare la tua energia in modo da sentire, percepire e connetterti con la coscienza di chi ha lasciato il suo corpo terreno – in pratica, chi non c’è più fisicamente.

Quando lasciamo il nostro corpo fisico, siamo ancora energia conscia di pensiero. I medium possono, usando la loro coscienza, sintonizzarsi (un po’ come si fa con la radio) ed entrare in connessione con chi non c’è più, ricevendo informazioni e messaggi.

 

Essere una medium è come fare da traduttore, traducendo un linguaggio emotivo universale nella nostra lingua – e, talvolta, è come sentire parole e frasi, percepire impressioni sulle cose o guardare brevi sequenze di un film. È più una ricezione di informazioni che un loro recupero.

 

 

A che età ti sei resa conto di possedere questi doni? Com’è stato per te, Laura?

 

Sono sempre stata sensitiva fin dalla giovane età. Da bambina, sentivo l’energia e le emozioni degli altri e vedevo le persone attorniate da colori –blu, rosso, arancio. Ma ipotizzavo che fosse semplicemente così che funzionava il mondo e le altre persone percepissero le stesse cose. Mi sembrava normale.

Tuttavia, all’età di undici anni, mi resi conto che c’era qualcosa di “sbagliato” in me, per così dire, quando ho percepito che mio nonno stava morire prima che accadesse davvero. A posteriori, ho capito che quella conoscenza era un dono, non una maledizione perché mi consentì di passare un ultimo giorno con lui.

Comunicò con me in un sogno dopo quell’episodio, che fu anche la mia prima esperienza sensitiva. Ci ho messo decenni, però, a capire che le mie abilità erano un dono e ad accoglierle completamente. A volte, mi spaventavano o travolgevano.

 

 

Garrett, dopo quasi 20 anni insieme, cosa pensi oggi dei doni di Laura ?

 

Assistere in prima persona alla guarigione che Laura ha portato nella vita di tante persone è un’esperienza che rende umili. Ho avuto il privilegio di incontrare molte di queste persone ed ascoltare le loro storie direttamente. Ha portato pace e guarigione a tante esistenze che sarebbero rimaste congelate nel dolore, altrimenti.

Molte di loro hanno provato per anni, senza successo, a trovare conforto dal loro dolore attraverso il counseling, i gruppi di supporto o altri metodi “tradizionali”. È stato fantastico incontrare queste persone e sentire come il lavoro di Laura abbia dato loro speranza e una nuova prospettiva per ricominciare a vivere dopo anni passati nell’oscurità e nella disperazione.

 

Inoltre attraverso le mie esperienze personali posso dire con certezza assoluta che c’è vita nell’aldilà – un concetto con cui molta gente si scontra per tutta una vita, di cui non è mai sicura al 100%. Ci sono fenomeni paranormali che si verificano ai margini del nostro mondo fisico e che seppur rari sono reali.

 

 

 

Cosa fai nella vita, Garrett?

 

Sono un avvocato.

 

 

Quando dici alla gente cosa fa Laura, come reagisce in genere?

 

Di solito non ne parlo con i conoscenti a meno che qualcuno non lo chieda direttamente, o a meno che non esprimano un interesse nel paranormale. L’argomento “medium sensitivi” può essere alquanto polarizzante – alcuni ne sono affascinati mentre altri lo ritengono impossibile. Sinceramente non biasimo le persone intelligenti e razionali per il loro scetticismo. Io stesso non so se ci crederei se non lo avessi vissuto in prima persona.

La mia famiglia, gli amici e i colleghi lo sanno. Perlopiù sono di gran supporto. In generale, vedo che quasi tutte le persone con cui ne parlo sono affascinate dalla cosa e spesso disposte a condividere un’esperienza personale con il paranormale vissuta da loro direttamente, da un membro della famiglia o da un amico.

 

 

Garrett, quali sfide – se ce ne sono state – ha posto al vostro matrimonio?

 

La parte sensitiva di Laura non grava sul nostro matrimonio quanto si potrebbe pensare. Laura non riesce a leggere le persone con cui ha una relazione intima. Perciò, non si tratta di una situazione in cui devo preoccuparmi che stia “sbirciando” nei miei pensieri e nelle mie attività senza che io lo sappia. Inoltre, anche se lo facesse, mi comporto sempre bene perlopiù e passo praticamente tutto il tempo al lavoro o con la famiglia. Lei sa sempre dove sono e io sono piuttosto prevedibile!

 

 

C’è qualcosa nel matrimonio con una medium che la gente potrebbe non sapere o di cui potrebbe non rendersi conto?

 

Le nostre vite sono sorprendentemente normali. Viviamo l’esistenza tipica di una famiglia di periferia. Il fatto che Laura sia una medium sensitiva interferisce di rado col matrimonio o la vita domestica. Siamo una famiglia unita e amiamo passare il tempo con i figli, in attività ordinarie. Abbiamo spiegato sin da subito ai nostri figli cosa fa la mamma e per loro è del tutto normale.

 

 

Laura, ti capita mai di fare sedute per la tua famiglia?

 

Di tanto in tanto. Posso farlo, ma quando conosci qualcuno nel profondo è più difficile essere neutrale nei confronti delle informazioni che trapelano. Inoltri, cerco di adottare una modalità “normale” quasi sempre, perché la medianicità è davvero spossante per me e posso ammalarmi fisicamente se resto “aperta” tutto il tempo. L’ho scoperto nel modo più duro. Perciò adesso stabilisco limiti molto precisi con l’altro mondo.

La porta della mia medianicità resta chiusa a chiave come il caveau di una banca a meno che io non stia attivamente incanalando la mia energia per fare una lettura. Le informazioni paranormali che ricevo sono un’altra storia, però.

Non posso spegnerle o interrompere la frequenza, ma la lettura da sensitiva è molto meno estenuante di quella da medium, e sfruttarla può rivelarsi uno strumento utile per farmi strada nel mondo! Posso anche “guardare” per verificare se i miei figli hanno fatto i compiti, ad esempio.

 

 

Che cosa sanno e cosa pensano i vostri figli dei tuoi poteri, Laura?

 

Sono completamente a loro agio con ciò che faccio e per loro è normale. Non ho mai cercato di nasconderglielo o tenerlo segreto, perciò sono cresciuti così. Ognuno di loro ha i suoi doni personali, e sono disposti ad accoglierli ed accettarli.

Anche mio marito, che sostiene di non essere sensitivo, sembra avere involontariamente sviluppato le sue capacità sensitive. Spesso “sa” le cose e basta, ma comunque minimizza e non ammette di essere sensitivo. È piuttosto divertente.

 

Tutto sommato, siamo una famiglia piuttosto normale – solo che, credo, le nostre conversazioni a tavola si discostano un po’ dalla media – e il nostro modo di approcciare e risolvere i problemi può essere un tantino diverso. Ad esempio se perdiamo qualcosa, ci “sintonizziamo” per trovarlo ne seguiamo il “richiamo”.

 

 

Articolo originale in inglese: https://www.huffingtonpost.com/entry/married-to-a-psychic-medium_us_5aa7171fe4b009b705d570e9

 

 

 

I tipi di medium

 

Il chiaroveggente

E’ un medium ma con doni specifici di veggenza, vede distintamente le situazioni del passato, del presente o del futuro. Funziona come l’inconscio, che non fa distinzioni tra i vari momenti temporali. Il medium vede dei luoghi, delle scene, delle situazioni e la sua intuizione è forte. Il grande problema è il tempo perché, per lui, quello che vede sul momento puo’ realizzarsi subito come dopo un anno.

 

Il chiaroudente

Invece di vedere, il chiaroudente sente, sente distintamente dei nomi, di persona o di luogo, riceve dei messaggi chiari e precisi, che spesso non sa interpretare ma che deve trascrivere fedelmente per colui che lo consulta.

 

Il veggente

E’ al tempo stesso chiarovveggente e chiaroudente: vede, percepisce, sente, prova, entra completamente in sintonia con il cliente. Va a recuperare nell’inconscio della persona che lo consulta i fatti più importanti della sua vita, di coloro che lo circondano, deve sentire in modo distinto e chiaro la situazione attuale del cliente: questo è il primo criterio per identificare un buon veggente.

Il veggente usa spesso dei supporti simbolici che lo aiutano ad acuire il suo sesto senso e per questo risulta difficile comprendere la variante temporale. Quello che vede è il fatto principale, le tappe più importanti della vita del cliente, e la missione che questo deve compiere. Per lui tutto si svolge a velocità accelerata, quanto tempo impiegherà l’interessato a svolgere la sua missione? Mistero…

 

I medium e la morte

Un medium non parla mai della morte perché nessuno puo’ dire quando e come moriremo. La morte è come la nascita uno dei misteri della vita e non puo’ essere annunciata.

Gli spiritisti sono medium che si consacrano alla comunicazione con gli spiriti dei morti. Spesso prendono spunto da una foto o un oggetto appartenuto al defunto. Far capovolgere i tavoli è una delle specialità degli spiritisti, ma questo puo’ essere pericoloso e non deve essere preso alla leggera. Il mondo dei morti non è il nostro mondo.

 

 

Attenzione !!!

Meglio diffidare degli apprendisti stregoni che maneggiano strumenti pericolosi come lo spiritismo e la veggenza: i medium devono essere in pace con se stessi, unicamente tesi verso il bene e profondamente disiteressati. Chi ti chiede delle somme astronomiche non è un veggente o un medium, è un truffatore.

 

 

 

Medium e Truffe

 

Cronache nazionali mostrano ancora una volta che la parola medium abbinata a truffa è emblematica. Il grosso problema dei medium è il fatto di far leva sulla presunta capacità di mettere coloro che soffrono la perdita di un caro congiunto in collegamento con lo stesso.

Naturalmente esistono dei medium autentici che addirittura aiutano le forze dell’ordine in ritrovamenti di persone scomparse o in indagini, ma quando è lo stesso a finire sotto indagine il problema ci riporta alla gestione del rapporto tra medium e consultante. Cerchiamo di dare dei consigli utili a coloro che si mettono in collegamento con questi medium.

 

Anzitutto la medianità è una forma di capacità di collegamento, il medium autentico è in grado di aprire un varco tra questo e l’altro mondo, mettendosi in comunicazione con il defunto attraverso la seduta o la scrittura automatica. Non esistono garanzie purtroppo come non esiste un ordine dei medium (nemmeno altre forme di esoteristi prevedono ordini o albi, attenzione) quindi l’attenzione rivolta deve essere particolare.

Le persone sofferenti, come può essere un anziano genitore (vedi cronaca di Ragusa) che perde il proprio figlio, o una madre, o una moglie, sono in una condizione particolarmente delicata e risultano facili al raggiro. Qualora contattiate un medium per parlare con una persona defunta seguite questi punti

 

 

Una medium nel Ragusano

 

La truffa della medium ricalca moltissime altre sui generis, ovvero dicendo di parlare con i morti invitava la persona a donare i suoi averi a terzi. Di fronte a donazioni ingenti sospette la truffa è stata scoperta, ma esistono centinaia di casi mai denunciati. Il comportamento di queste persone svilisce una intera categoria.

Naturalmente una larga fetta anche di altri operatori del’occulto è inclusa in queste truffe, non rari i casi di truffe e raggiri da parte di santoni, guaritori e maghi che fanno leva su altri elementi, come la paura o l’ignoranza per acquisire enormi somme di denaro. A chi avesse ricevuto raggiri con perdite di grandi somme di denaro il consiglio resta quello di recarsi dalle autorità giudiziarie.

 

 

Un team statunitense di ricercatori mette alla prova alcuni medium

 

Negli Stati Uniti un team ha voluto mettere alla prova alcuni medium, per verificare le loro affermazioni. Tutti i ricercatori hanno molta esperienza nel campo del paranormale, in particolare Dean Radin, ingegnere elettrico con un dottorato in psicologia, ex presidente del Parapsychological Association ed autore di vari testi sull’argomento, e Julie Beischel, laureata in Farmacologia e Tossicologia, nota soprattutto per i suoi studi sulla sopravvivenza della coscienza dopo la morte.

Sicuramente gli autori dell’articolo pubblicato dalla rivista online “Frontiers in Psychology” hanno dunque una personale predisposizione a credere nell’Aldilà e nella possibilità di entrare in contatto con le anime di chi non c’è più, ma la loro ricerca si è sviluppata seguendo procedure rigorose, sotto il controllo del professor Arnaud Delorme, dell’Università di Tolosa. Hanno infatti sottoposto ad un esame- basato sull’ attività elettrica del cervello– sei persone che affermavano di poter parlare con i trapassati.

 

Ogni sedicente medium è stato sottoposto ad un duplice test. Inizialmente, gli è stato comunicato il nome di un defunto e gli sono state formulate 25 precise domande relative a quella persona. Il sensitivo, con gli occhi bendati- per evitare  distrazioni, ma forse anche suggerimenti involontari da parte degli esaminatori- aveva 20 secondi di tempo per ricevere mentalmente le risposte e per riferirle a parenti ed amici del trapassato. È stato chiesto proprio a loro di valutarne l’esattezza.

 

 

Quattro medium hanno dato un buon numero di risposte adeguate; tre di loro, in una percentuale significativamente superiore alla probabilità di indovinare per puro caso. Uno in particolare ha mostrato una stretta correlazione tra l’accuratezza delle risposte e l’ attività cerebrale relativamente alle onde theta frontali registrate da un un elettroencefalogramma.

Nella seconda parte dell’esperimento, ai partecipanti è stato chiesto di concentrarsi e di immergersi in quattro diversi stati mentali, per un minuto di fila. Dovevano prima pensare ad una persona a loro nota e in vita, poi ascoltare una biografia, successivamente immaginare un individuo inventato ed infine interagire col pensiero con una persona a loro nota ma morta.  Il procedimento è stato ripetuto per tre volte.

 

 

Tutti i sei presunti sensitivi hanno mostrato una significativa differenza dell’ attività elettro-corticale a seconda di quello su cui dovevano concentrarsi, soprattutto quando si sono focalizzati sui trapassati. Per gli autori dello studio, un indizio che la comunicazione con l’Aldilà corrisponde ad uno stato mentale molto diverso rispetto a quando si pensa a qualcuno di reale o si lavora di fantasia.

 

 

Ecco allora le loro conclusioni:

“Crediamo che i risultati del Medium 1, ovvero la correlazione dell’accuratezza con l’attività elettro-corticale, si qualificano come una scoperta consistente. I risultati relativi alle differenze nelle bande delle onde gamma tra i diversi stati mentali restano sconcertanti, quanto le variazioni che abbiamo osservato sembrano derivare, almeno in parte, dall’attività di occhi o muscoli.

 

 

La caratterizzazione dell’esatta natura di questa differenza nella frequenza della banda gamma e la valutazione se ciascuna di queste attività si origini dal cervello, richiede un’ulteriore ricerca. Presi nel complesso, i risultati dello studio suggeriscono che l’esperienza della comunicazione con i defunti possa costituire uno stato mentale a sé, che non è coerente con la normale attività cerebrale propria del pensiero o dell’ immaginazione.”

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