IL FANTASMA DEL LAGO DI AVIGLIANA

Il nome di Avigliana deriva dal romano Avilius che indicava i coloni del nord Italia (principalmente dalla zona veneta) spostati qui, a ridosso delle Alpi, dopo la creazione della colonia di Augusta Taurinorum.

Tuttavia le paludi intorno ai laghi erano abitate già da molto tempo prima: un centro di palafitte era qui fin dal Neolitico, 4-5.000 anni prima dell’arrivo dei Romani.

 

 

L’inizio della costruzione del castello di Avigliana, che già in epoca romana fungeva da zona di dogana con la Gallia, risale al VI secolo dopo Cristo, a opera dei Longobardi. Furono però i Savoia, alla fine del Medioevo, a rendere Avigliana un luogo importante per la storia del Piemonte: nel 1350 Amedeo VI detto il Conte Verde la dichiara piazza franca, e dieci anni dopo nel castello nasce suo figlio Amedeo VII il Conte Rosso.

Oggi i laghi di Avigliana sono riconosciuti tra i più belli d’Italia, tra i soli 7 laghi che possono vantare 5 vele sulla Guida Blu di Legambiente e Touring Club. Ma sei secoli e mezzo fa, qui avvenne una condanna a morte per annegamento di un principe che ha dato origine a strane leggende e tradizioni popolari.

 

 

Nel 1367 il castello divenne la prigione di Filippo II di Savoia principe di Acaja, figlio di Giacomo cugino del Conte Verde.

Amedeo VI aveva condannato prima Giacomo a diseredare il figlio e a rinunciare ai suoi possedimenti, per questo Filippo II, rifugiatosi ad Alessandria, aveva raccolto un esercito con i Visconti di Milano e i marchesi del Monferrato per vendicarsi.

Il Conte Verde vinse facilmente la battaglia, e imprigionò ad Avigliana lo sconfitto Filippo II; dopo un processo che lo giudicò colpevole di tradimento, fu condannato a morte.

 

 

La pena fu eseguita il 21 dicembre 1368: Filippo II fu annegato nelle acque gelate del Lago Grande. Ma due leggende dicono altro. Secondo una tradizione popolare, Filippo II fu salvato dal beato Umberto di Savoia, antenato dei contendenti e nato proprio ad Avigliana, di cui il condannato aveva un medaglione al collo. Filippo sarebbe quindi scappato a Fatima, nell’odierno Portogallo, dove sarebbe morto nel 1418.

Una leggenda ancora più fantasiosa, invece, sostiene che dopo l’esecuzione della condanna a morte, Filippo II non abbia lasciato del tutto il lago di Avigliana. Il suo fantasma, infatti, sarebbe comparso nel corso dei secoli e tuttora emergerebbe dalle acque dei laghi dove fu condannato nel 1368.

 

 

Fonte: torinotoday

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