IL MASSO DEL DIAVOLO DI LA SPEZIA

Era una notte limpida e i viandanti stanchi accesero un fuoco vicino ad un grosso sasso, nel tentativo di riparasi dalla lieve brezza che rinfrescava l’aria. D’improvviso il vento cominciò ad alzarsi, i viandanti preoccupati si strinsero tra loro nella speranza che quel fischio smettesse, ma diventava quasi assordante.

 

L’ultima raffica fu quella fatale, il povero gruppetto si trovò nell’oscurità completa e mentre la paura gli faceva tremare le ginocchia, di certo non s’aspettavano di trovarsi davanti qualcosa di ancora più sinistro, se non terrificante.

Qualcuno emise un pigolio come un uccellino spaurito e mentre cercavano di riaccendere il fuoco, in mezzo alla polvere, in quel preciso momento si trovarono davanti alla creatura più terribile che un buon cristiano possa immaginare: il diavolo in persona che li fissava. La leggenda vuole che quel povero gruppetto fosse stato scacciato dallo stesso Lucifero perché avevano invaso la sua dimora.

 

Quel misterioso masso alto 2.48 metri dove i viandanti hanno cercato riposo all’inizio della storia, non è difficile da individuare perché non è troppo lontano dalla città. Il gigantesco sasso si trova poco lontano da Biassa, passato il crinale, sulla via che porta a Monasteroli e Schiara, nel cuore della Palestra nel verde.

In quel luogo dove tutti almeno una volta sono passati, è presente uno dei segnali più antichi e misteriosi lasciati ai posteri. Parliamo del menhir di Schiara (In bretone menhir significa pietra dritta), detto anche per le sinistre leggende che lo accompagnano Masso del Diavolostudiato per la prima volta nel 1922 da Ubaldo Mazzini che scoprì il pietrone alto 2.48 metri insieme ad altri megaliti della zona, alcuni dei quali sono in mostra al Museo Civico della Spezia.

 

 

I menhir di Tramonti sono tre e per molti anni sono stati oggetto di studio per gli archeologi . Inoltre, si suppone che questi megaliti fossero parte di un sito astronomico e religioso preistorico dell’età del Bronzo; inoltre, protebbero rappresentare gli archetipi delle più famose “statue stele” della Lunigiana.

Il 21 giugno, solstizio d’estate, l’ombra del menhir di Tramonti si proietta esattamente a metà della Posa Grande, un muro a secco in pietra posto davanti al menhir stesso mentre, accanto al megalite, sono poste due pietre, l’una con un foro circolare e l’altra con uno rettangolare. Questa posizione alimenta l’ipotesi di un’antica funzione rituale del masso, anche se in seguito al loro ritrovamento sulla pietra più grande era stata posta una croce, come a cristianizzarla.

 

 

Se già la storia ufficiale è di per se è affascinante, i racconti e le leggende legati al Masso del Diavolo fanno rabbrividire più sensibili. Molti racconti venivano tramandati di padre in figlio, tra contadini e pastori. Come vogliono tutte le leggende attorno alla pietra non mancavano storielle incredibili che la individuavano come luogo ideale per il sabba delle streghe e per il passaggio di luci fluttuanti e fuochi misteriosi.

Una testimonianza di una trentina di anni fa, contenuta nel libro “Strane Storie Spezzine”di Bruno della Rosa delle Edizioni Cinque Terre, raccontava di una giovane donna che aveva avvertito l’improvviso impulso di ballare al tramonto proprio mentre si trovava davanti al menhir. Lei stessa raccontò: “Volevo e dovevo ballare. Ero sola, ma avvertivo come un vociare di donne. […] Euforia, esaltazione e qualcosa di demoniaco sono le sensazioni che provavo.”

 

 

Anche se questa storia fa sempre un po’ ridere gli scettici, il Masso del Diavolo rimane avvolto nei suoi racconti, che rendono ancora più interessante l’altra faccia della città: quella delle leggende e degli antichi misteri.

Un’altra curiosa leggenda che interessa sempre l’affascinante menhir è legata ai misteriosi lampi di luce che dal masso si alzavano verso il cielo e volavano fino a quella che veniva considerata l’Isola dei Defunti, presumibilmente la Corsica.

 

Fonte: cittàdellaspezia

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