IL MISTERO DELLE PROCESSIONI DEGLI SPIRITI IN LUNIGIANA

La processione degli spiriti

 

Convegni di streghe e stregoni, processioni e danze di morti sono al centro di molti dei racconti diffusi in Lunigiana.

 

Tali storie sono molto più spaventose, in quanto nella maggior parte dei casi si rifanno a fatti realmente accaduti in passato, dove in particolar modo ritroviamo i membri della famiglia Malaspina.

Ad esempio, il castello di Tresana, in possesso dei Malaspina fino al 1651, fu assai importante. Al suo interno, si trovavano due torri, di cui, come del castello, rimane ancora qualche resto.

 

Proprio ai piedi di una delle due torri, era posto un trabocchetto, detto ruglin, che consisteva in una galleria verticale, che aveva una terrificante caratteristica, le pareti erano piene di lame taglienti.

Proprio qui finivano precipitando nelle acque, i corpi di coloro che venivano gettati nel trabocchetto del castello per qualche futile motivo.

 

Così gli abitanti del borgo, vedevano le acque del torrente diventare rosse o addirittura affiorare portati dalla corrente abiti lacerati, braccia o gambe umane.

 

Si racconta che a Barbarasco, a volte appariva nel torrente la menada, cioè la schiera degli spiriti degli assassini riuniti a convegno.

La leggenda racconta che sempre a Barbarasco, un prete diede ordine ad un cittadino, di portare a Tresana un grande libro, raccomandandogli di non aprirlo.

 

L’uomo che era molto curioso, ma era anche uno dei pochi che in paese sapeva leggere, non riuscì a resistere alla tentazione, e così si mise a sfogliare il libro e cominciò a leggerlo.

Ma subito non appena l’ebbe aperto si scatenò una grande tempesta e da ogni punto cardinale, si vide arrivare una schiera di spiriti di ogni dimensione: alcuni erano piccoli, altri giganteschi, ma tutti avevano il solito colore biancastro ed evanescente.

 

Essi diedero inizio ad un’orribile danza attorno al pover’uomo impaurito, facce deformi gli si avvicinavano emettendo risate agghiaccianti, altre gli si precipitavano addosso piangendo in modo lugubre con urla strazianti.

All’improvviso uno degli spiriti, si avvicinò all’uomo, si staccò la testa e gliela mostrò, un altro gigantesco si allungava ed allargava fin quasi a toccare il cielo.

 

Uno spirito altissimo, staccò un masso dalla montagna e fece l’atto di gettarglielo contro ma poi cambiò idea e lo gettò nel torrente mandando in pezzi una barca che si trovava legata alla riva.

Sradicarono alberi facendoli poi cadere sui tetti delle case, altri arrivarono fin sulle nuvole, per poi farle abbassare fino a terra, da non far vedere più nulla alla gente che stava fuggendo dalla proprie case.

 

Quando il prete vide tutto ciò, si mise le mani nei capelli, perché capì che l’uomo aveva aperto il libro magico che doveva portare fino a Tresana.

 

Gli spiriti, apparsi al cospetto dell’uomo in attesa di ordini, non avendone ricevuti, s’erano scatenati terrorizzando tutto il paese.

Il prete a quel punto accorse in soccorso dell’uomo e gli suggerì di ordinare agli spiriti di andare a prendere la sabbia del fiume Magra.

 

Così l’uomo ordinò agli spiriti di prendere la sabbia e subito tutta la schiera si diresse verso il fiume, tracciando un enorme solco nel terreno, che si formò allora e fu chiamato Fosson, un torrente profondo e impraticabile che va a gettarsi nell’Osca.[21]

 

Un’altra leggenda, la ritroviamo a Filattiera, antico borgo fortificato munito di mura e grosse porte.

Fino al secolo scorso correva voce che si tenessero misteriose processioni dopo una certa ora della sera da parte di strani personaggi, che camminavano silenziosi e con i ceri accesi in mano, passavano fuori dal paese e si dirigevano verso il cimitero.

 

Gli abitanti erano spaventati da tutto ciò e così quando si avvicinava la notte, si chiudevano in casa, per paura di incontrarli.

Pare che una fornaia di nome Cabrera, non avesse paura di loro e così una sera decise di stare fuori dalle porte del paese, per vedere passare la menada.

 

Si mise ad aspettare e verso la mezzanotte vide arrivare una fila di persone, uomini e donne con un cero in mano e l’ultima donna della fila le porse un cero acceso.

La donna lo prese, lo spense e lo portò in una casa. Quando lo andò a riprendere, terrorizzata si accorse di avere tra le mani un braccio umano ! Si recò dal parroco e gli raccontò tutto, questi dopo aver riflettuto le consigliò di tornare alla processione, di ridare alla donna il braccio ma di stare molto attenta, dovrà infatti tenere in braccio un gatto ed un bambino altrimenti le capiterà qualcosa di brutto.

 

La Cabrera diede ascolto al parroco, si recò alla processione e quando vide la donna le porse il braccio.

La donna lo prese e con fare minaccioso, le disse che aveva fatto bene a presentarsi con un bimbo ed un gatto altrimenti per lei sarebbe finita molto male…

 

Fonte: Wikipedia

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