LA LEGGENDA DEL LAGO DI CAREZZA

Il Lago di Carezza è senza dubbio uno dei laghi più belli dell’Alto Adige e si trova nel comune di Nova Levante, nei pressi del Passo di Costalunga.

Questo lago è famosissimo per la sua moltitudine di colori sgargianti che ricordano un arcobaleno: non a caso, la popolazione ladina chiama il Lago di Carezza “Lec de Ergobando”, che in ladino significa proprio “Lago Arcobaleno”. Come ha fatto questo lago ad assumere colori così belli e brillanti? Una leggenda ci svela questo mistero.

 

 

C’era una volta una meravigliosa ninfa che viveva nel Lago di Carezza. La si poteva ammirare spesso seduta sulla riva, intenta ad intrecciarsi le lunghe trecce bionde e a canticchiare dolcemente tra sé e sé.

La ninfa riusciva ad ammaliare con il suo canto, oltre che con la sua bellezza, tutti i viandanti che salivano al Passo di Costalunga. Eppure, la ninfa dell’acqua non aveva intenzioni malefiche: cantava solamente per pura passione! Il canto la rendeva felice e quando canticchiava sentiva un fortissimo legame con il suo lago e la natura circostante.

 

 

Un giorno la ninfa dell’acqua notò però qualcosa di insolito, non riusciva più a cantare con spensieratezza. C’era qualcosa di diverso nell’aria.

Voltando lo sguardo notò una figura scura tra gli alberi della foresta che la osservava e che si stava avvicinando a lei! Spinta dalla curiosità, la ninfa dell’acqua iniziò una conversazione con l’uomo misterioso.

L’uomo si presentò come lo stregone di Masarè e le dichiarò il suo completo amore. Nonostante la lusinga iniziale, la ninfa disse di non essere interessata all’amore dello stregone poiché il lago, le montagne e il bosco le davano tutto ciò di cui lei aveva bisogno.

Non appena sentì questa risposta, lo stregone si arrabbiò molto e cercò di stregarla ma la ninfa si rifugiò in fretta nelle profondità del lago.

 

 

Lo stregone provò più volte a rapirla con diversi trucchi e questo comportamento deluse moltissimo la ninfa, che ormai non si sentiva più libera e spensierata come una volta. La sua tristezza aumentava di giorno in giorno.

 

 

Una mattina, emergendo dalle acque del lago, la ninfa dell’acqua scorse la cosa più bella che avesse mai visto in vita sua: nel cielo brillava un meraviglioso arcobaleno, di tutti i colori immaginabili.

Sembrava quasi che tutti i colori del mondo si fossero riuniti attorno al suo lago con lo scopo di renderla felice come una volta! La tristezza delle ultime settimane svanì in un batter d’occhio davanti a questo scenario idilliaco. Eppure, qualcosa richiamò la sua attenzione: la ninfa vide infatti la figura dello stregone nascosto tra gli alberi e la tristezza tornò a sopraffarla.

 

 

Questo paradiso sgargiante era nuovamente uno dei trucchi dello stregone! Singhiozzando, la ninfa si immerse nelle acque del lago, giurando di non riapparire mai più.

Quando il mago si accorse che la ninfa era scappata un’altra volta si arrabbiò moltissimo e, distrutto dalla delusione amorosa, strappò l’arcobaleno dal cielo che si ruppe in mille pezzi e piovve sulle acque del lago.

 

 

La ninfa nuotò, persa nel suo dolore, fino a raggiungere il punto più buio e profondo del lago mormorando tra sé e sé “Il mondo non è più come quello di una volta”.

Improvvisamente, il suo sguardo vide delle gemme colorate galleggiare nell’acqua. Tutti i pezzi di arcobaleno avevano riempito il lago di colori sgargianti, rendendolo coloratissimo e magico! Da quel giorno, la ninfa non volle mai più lasciare le profondità del lago per nuotare verso la riva.

 

Fonte: bookingaltoadige

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