LA SETTA DEI BAMBINI DI DIO

 

Nata come Evelyn Edwards nel 1921 da madre malata di mente e da un padre assente, la Hamilton-Byrne lavorava come insegnante di yoga, era una bellissima donna dai capelli biondi, che amava indossare perle e profumi costosi.

Nel 1961 si presenta senza preavviso a casa del dottor Raynor Johnson, psicologo di fama del Queens College di Melbourne.

 

I due non si sono mai incontrati prima, ma nel tempo di un tè Anne riesce a convincere Raynor di avere la capacità di prevedere il futuro.

 

Nel corso dei tre decenni successivi la donna riuscirà a convincere allo stesso modo molte altre persone, arrivando a costruire una setta religiosa  che vedeva Hamilton-Bryne come la leader della setta e reincarnazione femminile di Gesù.

La setta, che secondo alcuni avrebbe raccolto fino a 500 persone, divenne successivamente nota come The Family, e oggi è oggetto di un libro omonimo scritto dalla regista Rosie Jones e il giornalista Chris Johnston.

I due hanno seguito per anni la vicenda, Rosie per il suo documentario, intitolato anch’esso The Family, e Chris per la rivista The Age —nel tentativo di tracciare le fortune accumulate da Anne attraverso il suo seguito.

 

La particolarità del culto della setta è che si basava su un mix di deformazioni del Cristianesimomisticismo orientale e minacce di invasioni aliene.

In modo simile a Scientology, i membri – essendo per lo più reclutati durante lezioni di yoga e attraverso psichiatri conniventi – erano in maggioranza professionisti benestanti della classe medio-alta come medici, infermieri e così via.

 

 

Oggi senza essere mai stata perseguita per i suoi presunti crimini, la donna vive in una casa di riposo dove la demenza le impedisce di rispondere alla domanda che aleggia più di ogni altra sulla sua storia:

perché ? Perché era stata così crudele con le persone che l’avevano praticamente venerata? Perché aveva rapito almeno 28 bambini, a cui aveva somministrato LSD e che aveva cresciuto come fossero stati suoi?

 

Nel documentario di Rosie, alcuni di questi 28 parlano apertamente degli abusi subiti. La maggior parte di loro era stata adottata con documenti falsi, sottratta agli ospedali poco dopo la nascita—si stima che un quarto dei membri della famiglia fossero infermiere o impiegati nel settore medico-ospedaliero.

Come loro, prima di incontrare Anne anche altri membri della setta avevano avuto una professione: c’erano avvocati, dottori e politici introdotti alla Famiglia da Raynor Johnson.

 

Altri ancora erano stati reclutati a Newhaven, una clinica psichiatrica di Kew di proprietà di un membro della setta, Marion Villimek.

Sotto la guida di Anne, molti avevano consegnato alla donna soldi, proprietà e famigliari, inclusi i bambini che Anne aveva cresciuto come propri.

I BAMBINI DELLA FAMIGLIA.

 

Isolati dal mondo esterno, i bambini della Famiglia crescevano sotto la stretta supervisione di membri della setta noti come “le zie”, e spesso venivano lasciati patire la fame o picchiati.

Quando era all’estero, Anne era solita chiamare casa per sentire i figli ricevere lezioni di vita dai superiori. La manipolazione psicologica era particolarmente forte.

 

Una delle foto più note della setta è quella che vede i bambini vestiti in completi coordinati, coi capelli a caschetto e tinti di biondo—un escamotage utile a convincerli che fossero effettivamente fratelli e sorelle.

Oggi adulti, i sopravvissuti raccontano di essere stati introdotti ai principi della Famiglia intorno ai 14 anni, attraverso sessioni in cui venivano chiusi in una stanza buia per giorni, tenuti a bada con il Valium e costretti ad assumere ingenti dosi di LSD.

 

Proprio l’uso degli allucinogeni è uno dei tratti distintivi della setta, insieme alle sue radici nella filosofia new age, i legami con figure influenti di Melbourne, le voci (smentite) sulla militanza di Julian Assange nel gruppo e il fatto che si tratti di una delle poche sette a guida di una donna.

Ma leggendo il libro e guardando il documentario, l’immagine che emerge più di tutte è quella delle atroci sofferenze.

 

I “bambini” di Anne Hamilton ne portano tuttora i segni mentre cercano di ricostruire la loro storia, alla ricerca dei veri genitori e alle prese con le famiglie che nel frattempo hanno costruito per sé.

 

Parlando della sua ossessione per la creazione di una nidiata di bambini identici, la diabolica donna affermò:

Ho voluto che tutti loro si considerassero come fratelli e sorelle. Li ho amati tutti coi loro vestiti uguali, piccoli grembiuli e jeans e capelli lunghi e nastri. E’ stato bellissimo e tanto bello da vedere.

 

Uno dei primi seguaci della setta

 

È stato documentato come uno dei primi seguaci della setta (un adulto, probabilmente meno manipolabile rispetto ad un infante) sia stato costretto a subire ripetuti elettroshock e sottoposto a due lobotomie.

Tutto questo fu possibile perché uno dei membri possedeva una clinica privata e molti dei dottori alle sue dipendenze facevano parte della setta.

 

In pratica lì dentro Anne Hamilton-Byrne era l’assoluta  padrona della vita dei bambini, proprio come nei peggiori film dell’orrore. Chissà se Anne prese spunto in qualche modo dal film “Il villaggio dei dannati” (uscito nel 1960).

 

 

La fuga di Sarah

 

Nel 1987 Sarah, una delle bambine ormai cresciuta, riuscì a liberarsi dalla morsa della Famiglia. Fuggendo scoprì di non essere una figlia biologica di Anne e grazie a lei fu squarciato quel muro che proteggeva la setta dagli sguardi esterni. Cominciarono così a fioccare denunce e processi.

 

Anne e il marito riuscirono a scappare dal paese e rimasero latitanti per ben sei anni, finché furono rintracciati negli USA nel 1993 ed estradati in Australia, dove vennero sottoposti a processo.

Incredibilmente, Anne Hamilton-Byrne e gli altri membri furono riconosciuti colpevoli solo del reato di estorsione e la donna non venne mai condannata alla reclusione. Fu obbligata unicamente a pagare una multa di 5.000 dollari.

 

È stato stimato che nel corso degli anni, grazie alle donazioni che riusciva a farsi intestare, Byrne era riuscita a mettere su un patrimonio di circa 50 milioni di dollari.

Solo in seguito alcuni ex membri trovarono il coraggio di chiedere un risarcimento per i traumi subiti durante quegli anni di prigionia inconsapevole. A molti altri non riuscì, anzi, alcuni di loro si tolsero la vita.

 

 

Il diario segreto

 

Un diario segreto, scoperto dopo più di 30 anni, ha rivelato come Anne riuscisse a convincere i suoi seguaci, intrappolandoli in una rete di paura e dipendenza.

 

Il documento di 47 pagine, acquisito dall’Herald Sun, conteneva diversi insegnamenti deformati:

  • gli stranieri stavano per invadere la terra per purificare il mondo dal male

 

  • nessuno doveva intervenire se i bambini stavano soffrendo, perché non dovevano interferire con il piano di Dio

 

  • la Hamilton-Byrne riferiva ai seguaci di essere morta per qualche minuto e di essere risorta per dimostrare il suo potere ad uno psicologo scettico

 

  • un seguace credeva di essere la reincarnazione di Giovanni Battista

 

  • miracoli venivano consegnati durante le pratiche yoga.

 

 

Il diario venne scritto da Raynor Johnson, un accademico vissuto al Queen College della Melbourne University per decenni prima di entrare nel culto, dopo il suo pensionamento nel 1964.

Il manoscritto fu tenuto nascosto in una cassetta di sicurezza della Banca nazionale, ma successivamente venne dato ad uno dei membri del culto che digitò le note scritte a mano.

 

Fonti: vice

scenacriminis

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