LA STORIA DELLE STREGHE DI TRIORA

Con appena 350 abitanti circa, Triora situato nella Valle Argentina, è un piccolo borgo dell’entroterra imperiese famoso in tutto il mondo, a causa della sua storia legata alle streghe (nel dialetto ligure vengono chiamate bagiue), è soprannominata la “Salem d’Italia”.

Qui tutto richiama la presenza delle Bagiue: dalle statue, ai negozietti di artigianato, fino alle porte delle abitazioni, adornate da scope di vimini e simpatici riferimenti a gatti neri.

 

 

Perchè viene chiamata la Salem italiana ?

 

La risposta sta nella tragica storia del borgo che tra il 1585 e il 1587 subì una grave carestia, a cui si attribuì la colpa alle Bagiue. Iniziò così uno dei più feroci processi alle streghe in Italia, paragonabile per entità a quelli di Salem in America e Loudun in Francia.

Il Parlamento locale, in accordo con il Consiglio degli Anziani e il benestare del Podestà, stanziò cinquecento scudi per imbastire un processo, creando così dal nulla un vero e proprio tribunale dell’inquisizione locale.

 

Gli interventi degli inquisitori furono più che energici: tredici donne provenienti dalla zona più povera del paese, la Ca’ Botina, furono arrestate e rinchiuse in case private trasformate in prigioni, dai nomi che ancora oggi suonano sinistri, come la Casa delle streghe (Ca’ de baggiure”) e Casa degli spiriti (Ca’ di spiriti”).

 

La Cabotina, luogo delle streghe ©Toni Spagone / Realy Easy Star

 

Accusate appunto d’aver provocato la carestia, ma anche di contatti con il demonio e addirittura cannibalismo nei confronti dei bambini del luogo, nel corso del processo, che coinvolse anche un ragazzino, furono sottoposte a violente torture, costrette a confessare i propri crimini e a fare i nomi dei complici. Il risultato fu un numero spropositato di nominativi provenienti da qualsiasi estrazione sociale; vennero così coinvolte perfino “matrone” dell’alta società.

Il processo e le persecuzioni durarono alcuni dolorosi anni, con molti ripensamenti da parte del Consiglio degli Anziani, toccato in prima persona dalle accuse verso le nobildonne della città. Solo dopo un lungo periodo di sollecitazioni al Doge e al vescovo, l’inquisizione ordinò di porre fine al processo il 23 aprile del 1589, erano passati ben tre anni e purtroppo molte morti innocenti.

 

Di questa cupa pagina della sua storia, il borgo ne fa un punto di forza, raccontando gli atti del processo, alimentando le leggende e basando il proprio turismo sulla figura della strega, ora riqualificata.

Ed è proprio la statua di una Strega, intenta a offrire una pozione al visitatore, che ci accoglie e ci da il benvenuto a Triora, brandendo la sua caratteristica scopa di vimini. Iniziamo così il nostro viaggio alla scoperta di questo magico borgo.

 

triora-borgo-streghe

Dove sono conservati i documenti dei processi e i verbali di interrogatorio ?

 

I documenti dei processi e i verbali di interrogatorio sono attualmente conservati presso l’Archivio di Stato di Genova.

 

 

Quando viene fatta la festa dedicata alla stregoneria ?

 

In memoria di questi tragici avvenimenti è stata istituita una vera e propria festa dedicata alla stregoneria chiamata “Strigora”, che si svolge ogni anno la prima domenica dopo Ferragosto tra i carrugi dell’antico borgo.

 

 

 

Il Museo Etnografico e della Stregoneria

Risultato immagini per storia streghe triora

Nel borgo si trova il visitatissimo Museo Etnografico e della Stregoneria, con tanto di visita nei sotterranei, già sede delle carceri in cui venivano imprigionate e torturate le povere vittime.

Il museo si estende su tre piani ed è suddiviso in quindici sale tematiche. Si parte dal piano strada dove si trovano quattro sale dedicate al territorio e alla sua storia locale, dall’artigianato, all’archeologia, alla fauna.

 

Al piano interrato ospita la Sezione Etnografica del Museo, suddivisa nei suoi cinque Cicli: la Vita nei campi, il Ciclo del Castagno, quello del Latte, la Cucina e la CantinaMa è scendendo nei sotterranei, una volta sede delle carceriche inizia la parte più suggestiva della visita, con la sezione dedicata alla Stregoneria.

 

In altre due sale sono invece riprodotte delle suggestive statuine artigianali raffiguranti le streghe nelle loro azioni quotidiane. Qui l’ambiente è veramente suggestivo e l’uso delle luci dona alle sale un’atmosfera da film horror.

 

Tornando all’aria aperta possiamo visitare l’antistante giardino del museo, dove, fra rampicanti ed edera, sono ricostruite miniature della cittadina.

 

 

Gli itinerari

 

A Triora di streghe (almeno apparentemente) non ce ne sono più, ma il borgo ha ideato alcuni itinerari alla scoperta dei luoghi simbolo delle streghe che conducono i numerosi turisti che si avventurano da queste parti alla scoperta di quello che è diventato uno dei Borghi più belli d’Italia e che è stato insignito della Bandiera Arancione.

Ci sono tre itinerari che si possono seguire a Triora, uno artistico, contraddistinto dal colore rosso, uno “curioso” di colore azzurro e uno dedicato ai bambini che è giallo. Seguire il percorso giusto è molto semplice: sui vicoli acciottolati del borgo sono stati apposti degli adesivi circolari che indicano la strada giusta.

 

triora-scultura-strega
La statua della strega

 

Alcuni punti dei 3 itinerari sono comuni, ma ciascuno ha la sua particolarità: “art”, “curiosity”, “kids”.

 

Le tappe del circuito dedicato all’arte parte dal Museo della stregoneria, attraversa le mura cittadine e tocca l’antico forno. Largo Tamagni, la cisterna centrale, la fontana Sottana, Palazzo Borelli, la Grotta di Lourdes, con un excursus sui portali in ardesia e termina alla Collegiata con l’oratorio di San Giovanni del 1600.

 

Il percorso “curiosity” prende il via dal castello, quindi dalla cima del borgo, e scende verso la Chiesa di Santa Caterina del XV secolo (ormai un rudere) e poi in uno degli angoli più romantici di Triora, il Poggio della croce, da cui si gode di una splendida vista sull’intera vallata.

Si raggiunge poi un’altra fontana chiamata Soprana e la “cabotina” ovvero la grotta delle streghe. Da qui si prosegue verso San Dalmazzo, il Museo della stregoneria e infine Palazzo Stella.

 

 

triora-borgo-streghe-liguria
Il poggio della croce

 

L’itinerario “kids”, infine, è perfetto per tutte le famiglie che vengono a visitare il Borgo delle streghe ma che non vogliono impressionare troppo i loro bambini. Oltre a essere più breve, ripercorre luoghi adatti ai più piccoli e che prendono i nomi delle streghe.

La prima tappa si chiama Battistina e corrisponde alla piazza del Mercato, la seconda è Isotta, nella piazza Tommaso Reggio, la terza è Franchetta ed è in corrispondenza della prima terrazza “cabotina” e infine l’ultima tappa chiamata Luchina corrisponde alla piazza antistante il castello.

 

Fonti: genovatoday
           siviaggia.it
           thelivingnews

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.