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LO SPARTITO DEL DIAVOLO

20 km ad ovest di Vercelli, ai margini del Bosco delle Sorti della Partecipanza, si trova il Principato di Lucedio, fondato nel 1123 dai monaci cistercensi. Costruito sui terreni donati ai monaci dal marchese Ranieri I del Monferrato della dinastia degli Aleramici.

All’interno si trova la fortificata abbazia di Santa Maria di Lucedio, teatro di moltissime leggende.

La più famosa ed inquietante, parla di un demone, che dopo essersi manifestato all’interno del cimitero di Darola, raggiunse l’abbazia e si impossessò dei frati i quali da allora si dedicarono alle messe nere, abusarono delle novizie e torturano e uccisero persone innocenti.

Dopo diversi anni, un esorcista riuscì a liberare l’abazia dal maligno, imprigionandolo in una cripta sotto la chiesa. A guardia del demone vennero poi posizionati alcuni abati mummificati seduti su scranni in posizione circolare e la cripta venne murata per impedirne l’accesso.

 

All’epoca anche Papa Pio VI, condannò i monaci, dopo aver visto “Le colonne che piangono”. Nella sala dove i monaci si riunivano per effettuare le messe nere e gli abusi sulle novizie, infatti, le colonne sembrano versare lacrime.

In realtà il fenomeno è dovuto dal fatto che Lucedio è costruito in una zona ricca di fontanili (una sorgente di acqua dolce di origine naturale, talvolta fatta emergere dall’uomo, tipica dei terreni di piana alluvionale, come gran parte delle pianure italiane), le colonne, quindi attingono da qui l’acqua che poi viene espulsa dalle porosità della pietra.

La storia però non finisce qui. Si racconta, infatti, che un monaco compose una musica dal grande potere. Secondo la leggenda questa musica sarebbe in grado di tenere imprigionato il demone nella cripta. Lo spartito ha una strana peculiarità, infatti, si tratta di uno spartito bifronte, ovvero è leggibile in entrambi i versi.

 

La leggenda racconta pure che, se da una parte la musica ha il potere di proteggere dal maligno, suonando lo spartito al contrario, da destra verso sinistra e dal basso all’alto, la melodia prodotta sarebbe in grado di liberare il demone dalla sua prigionia.

Per molti anni, ricercatori e curiosi cercarono lo spartito bifronte sulle vecchie lapidi dell’abbazia e tra le pagine di vecchi libri, ma fu solo per caso che, nel 1999 venne ritrovato. Lo spartito si trova nella chiesa sconsacrata della Madonna delle Vigne, si trova, affrescato sul muro della navata, tra decorazioni e affreschi.

La scoperta, ha ovviamente attirato l’attenzione di numerosi satanisti, quindi se la leggenda fosse vera, sicuramente il demone sarà già stato liberato da tempo, in quanto è ovvio che qualche adoratore di satana, abbia già eseguito la melodia all’interno della chiesa.

 

Fonte: ilparanormale

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