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ORIGINE DELLE MESSE NERE

La Messa nera è un rituale satanico la cui finalità consiste nell’onorare e venerare il diavolo, autore e destinatario della liturgia. In altre parole, si tratta di veri e propri riti che ricalcano, scimmiottandola in negativo, la messa cattolica, in quanto ne sono una parodia erotico-blasfema, con tanto di sacerdote, chierici, letture e ostie profanate.

La prima testimonianza di messa nera risale al 1679, con il processo alla setta dei Velini, nella Francia di Luigi XIV. Lo scopo di tali messe consisteva nell’uccisione del re. Una donna, possibilmente vergine, si stendeva nuda su un altare di una chiesa sconsacrata; sul corpo di quest’ultima veniva fatto scorrere il sangue di piccoli animali sacrificati.

 

 

Le preghiere cattoliche erano recitate all’inverso e l’ostia, preparata con sangue di bambini appena nati o abortiti e di oppositori del movimento velino, era introdotta nella vagina della donna prima di essere mangiata. Tale rituale, infine, si tramutava in una vera e propria orgia. E’ interessante notare, inoltre, che nella Francia del Seicento erano gli ex sacerdoti cattolici a guidare il rito, in quanto, dopo aver abbandonato l’abito, mantenevano la propria sacralità. (Cammarano & Strambi, 1995)

Si pensa che il fenomeno delle messe nere abbia avuto origine nel Medioevo ad opera delle streghe e delle sette eretiche. In quest’epoca, infatti, tali rituali sono collegati al “sabba”, ovvero alla riunione notturna di stregoni che si riteneva avessero il potere di far deperire una persona fino a condurla alla morte.

 

 

Queste cerimonie macabre e scabrose sono da connettere al concetto di “Satanismo”; tale termine ricopre un’ampia gamma di significati che hanno come punto di riferimento la figura di Satana, rappresentato sottoforma di simbolo, personaggio immaginario, archetipo.

Il vero padre del Satanismo moderno fu Aleister Crowley, un potentissimo mago nero nato in Inghilterra alla fine dell’Ottocento. Egli aveva due grandi passioni: il sesso e il diavolo; il suo più grande desiderio era quello di entrare in contatto con quest’ultimo.

Le messe nere di Crowley avevano come ingredienti principale il sesso, la droga, la magia, il sangue. Molte sette sataniche esistenti oggi si ispirano a Aleister; la più nota è “The Process Church of the Final Judgement”.

 

 

In America ebbe come sacerdote Manson, il quale organizzava delle messe in cui si beveva sperma mischiato a sangue mestruale. Manson, inoltre, aveva ideato un proprio strumento per uccidere le vittime sacrificali: una palla con sei coltelli che veniva fatta rotolare sul corpo del malcapitato. Il coltello più corto trafiggeva il cuore, che veniva estirpato e mangiato crudo dagli adepti. (Cammarano & Strambi, 1995)

 

 

Luoghi, partecipanti e rituali

 

Le messe nere vengono celebrate ancora oggi da gruppi di “satanisti” che si riuniscono in luoghi isolati allo scopo di onorare il demonio. Gli ambienti scelti per lo svolgimento di tali rituali hanno tutti una caratteristica in comune: sono spazi isolati, impenetrabili, ricercati accuratamente affinchè si possano mettere in atto determinate pratiche lontano da “occhi indiscreti”.

Le messe nere, dunque, possono essere celebrate in casolari abbandonati, come vecchie cascine e chiese sconsacrate, o in fitte boscaglie. La scenografia delle chiese sataniche richiede drappi neri, vesti che imitano gli abiti sacerdotali, massali e leggii.

 

 

Talvolta, alcuni rituali sono posti in essere all’interno di cimiteri durante le tarde ore della notte.

Dalla testimonianza di una bambina caduta nella trappola di una setta satanica:

Nei giorni della festa principale del paese mi hanno portato dentro il cimitero […]. Siamo entrati e mi hanno dato un panino e me lo sono mangiato. Dopo, quando ho finito, mi sentivo strana e con un bastone abbiamo incominciato a rompere i lumini delle tombe. Poi gli uomini hanno aperto la tomba di una bambina e ho visto questo corpo.

E mi hanno fatto toccare il teschio di questa bambina e con il sangue ci ho fatto sopra la fronte una croce con un serpente con due teste. Poi siamo andati verso la tomba di mio cugino e volevano aprirla. Ma io non ho voluto e non l’hanno aperta.” 

 

 

In alcuni periodi dell’anno, le messe nere devono essere celebrate obbligatoriamente all’aperto, ad esempio nel solstizio e nell’equinozio. Il tipico componente di una setta è un ricercatore, una persona che non si accontenta del dogma che viene imposto dagli altri, ma che vuole sperimentare in modo diretto e sulla propria pelle nuove sensazioni ed emozioni.

Ogni setta deve avere un proprio equilibrio interno: ci devono essere almeno un uomo e almeno una donna. In genere, le messe nere sono celebrate nei sabati di luna piena, perché il sabato è il giorno associato al pianeta Saturno, che è considerato il pianeta oscuro.

 

 

Le vesti sono nere per gli uomini e sessualmente provocanti per le donne; le scarpe sono rosse perché evocano la sessualità. La cerimonia inizia a luci spente, è recitata un’invocazione a Satana e dopo che l’ostia è stata sconsacrata, il rituale culmina con un’orgia e con una benedizione fatta con il segno delle corna.

Si verificano a volte anche sacrifici umani, specialmente di bambini fatti nascere e mai registrati all’anagrafe, che vengono quindi liberamente seviziati in vari modi fino all’uccisione. Vengono anche mangiate parti del corpo umano al fine di acquisire, secondo il loro credo, la “potenza”.

 

 

La simbologia e il sesso durante i riti satanici

 

 Durante le messe nere vengono utilizzati dei pentagrammi con la punta rivolta verso il basso: ciò sta ad indicare il dominio dei quattro elementi sul quinto che è lo spirito. Inoltre, capovolgendo il pentagramma si ottiene l’immagine di un volto con le orecchie ed il pizzetto, che simboleggia Lucifero.

Vengono poi utilizzate una spada e una coppa, che rappresenta il Graal e che diventa un simbolo satanico una volta riempita del sangue della vergine e di coloro disposti a farsi dei tagli sui polsi o sulle braccia.

 

Spesso lo scopo della messa nera è quello di fare del male a qualcuno o creare situazioni di disagio. Quindi, a seconda del caso, vengono anche utilizzate statuette, bare di cera o di legno, spilloni o ciocche di capelli.

In questi casi, la messa nera può essere veramente devastante se il soggetto colpito non è in grazia di Dio.

Durante i rituali, possono essere sacrificati animali, come gatti o corvi, che in passato erano attribuiti al maligno. Le bestiole vengono uccise e bruciate; gli adepti mangiano la loro carne cruda e ne bevono il sangue mescolato al vino come parodia dell’Eucarestia.

 

 

Nel corso delle messe nere, il sesso ha un’importanza fondamentale. I rapporti sessuali che si consumano durante i riti satanici non creano alcuna vita; se una donna resta incinta c’è subito l’aborto. Il sesso è utilizzato perché, nel momento dell’eiaculazione, la mente si annebbia e si distacca dall’ambiente circostante: è proprio in questo momento che si può entrare in contatto con il divino o con il male.

All’interno di una setta si praticano masturbazioni collettive, rapporti omosessuali ed eterosessuali, orge con rapporti masochistici e sodomizzazioni; non c’è differenza tra uomo e donna: è come se si fosse tutti asessuati.

 

Come afferma Jennifer Crepuscolo, fondatrice dell’Unione Satanisti Italiani:

Noi Satanisti crediamo nella libertà e nel seguire la nostra natura, agendo secondo il nostro sentire spontaneo, oltre i condizionamenti, la morale e l’auto giudizio. Pertanto viviamo anche la sessualità secondo gli stessi principi, in libertà e senza tabù. Per noi il corpo non è impuro, poiché diretta emanazione fisica dell’anima e proprio per questo va curato, amato e appagato, non mortificato”. 

 

Fonte: environmentbehavior

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