PERCHÈ FACCIAMO GLI INCUBI ?

Gli incubi sono dei sogni, delle reazioni fisiologiche e psicologiche dal contenuto terrificante che si verificano durante il sonno REM  (Rapid Eye Moviment), sono accompagnati da sentimenti quali la paura, l’ansia, ma anche rabbia, tristezza, disgusto e altre emozioni sgradevoli (disforiche), che arrivano a svegliare il soggetto disturbandone quindi il sonno.

In misura minore possono essere i medicinali che con le loro sostanze chimiche influiscono sull’attività dei sogni. Anche il fattore genetico contribuisce sostanzialmente agli incubi più terribili.

 

 

Gli incubi traducono un’angoscia o un timore e mettono in scena nella maggior parte dei casi la rappresentazione metaforica di un evento della vita reale. Si possono anche riferire a ricordi lontani che risalgono a molti mesi o anni addietro.

Tuttavia è stato evidenziato come esistano alcune tematiche comuni alla maggior parte della popolazione: chi infatti non ha mai provato durante un incubo la sensazione di cadere o la paura di essere rincorso ?

Sono inoltre ricorrenti quegli incubi in cui si ha la percezione di essere intrappolati o in cui si è incapaci di emettere alcun suono.

 

 

Prima del risveglio il soggetto si muove o emette qualche suono, raramente urla (al contrario dei terrori notturni), e le manifestazioni di attivazione del sistema nervoso autonomo (ad es. palpitazioni, sudorazione, respiro accelerato), sono rare.

 

Gli incubi tendono a presentarsi nelle prime ore dell’alba e si contraddistinguono per la piena consapevolezza al risveglio e per il vivido ricordo del contenuto dell’esperienza terrifica. La durata dell’evento è di norma breve, 4-15 minuti, ma spesso, dopo l’episodio, il soggetto può faticare a riaddormentarsi.

 

Nello specifico, «l’incubo è un sogno in cui la nostra psiche letteralmente “ci grida” un messaggio. Ci dice in modo intenso che c’è bisogno di porre attenzione ad un particolare aspetto della nostra vita che, evidentemente, stiamo trascurando o non stiamo valutando nel giusto modo» spiega il dottor Adriano Stefani, psicologo e psicoterapeuta.

 

 

Alcune domande

 

Quanto sono diffusi ?

Gli incubi sono piuttosto comuni: il 47% della popolazione generale adulta dichiara di aver sperimentato almeno una volta un episodio, mentre il fenomeno si presenta in modo ricorrente nel 5-8% della popolazione.

Nei bambini la prevalenza risulta essere più elevata, 20-30% con un decremento nell’incidenza associato alla crescita.

 

 

Quali sono le cause?

La componente genetica nell’insorgenza del disturbo da incubi risulta essere molto elevata. In ogni caso molteplici cause possono essere individuate come scatenanti/favorenti, la comparsa del disturbo, tra queste possiamo menzionare:

  • Deprivazione di sonno e ritmo sonno veglia irregolare

 

  • Spuntini notturni o cena pesante (aumenta il metabolismo e quindi il cervello è più attivo)

 

  • Utilizzo di antidepressivi e/o narcotici

 

  • Interruzione improvvisa dell’uso di antidepressivi o dell’assunzione di alcool (l’alcool è un sedativo che aiuta ad addormentarsi facilmente e in breve tempo, una volta che i suoi effetti svaniscono può causare risvegli bruschi e poco piacevoli.

 

  • Fattori psicologici

 

  • Altri disturbi del sonno (sindrome delle gambe senza riposo, apnee in sonno)

 

  • Stimolazioni sonore o luminose durante il riposo

 

  • Febbre alta

 

  • Distensione vescicale

 

  • Ansia

 

  • Stress

 

  • Farmaci che agiscono sugli ormoni, sui neurotrasmettitori che regolano la fase REM e in generale sul sistema nervoso.

 

 

Come si presentano nell’adulto? A quali altri disturbi si accompagnano?

Nell’adulto gli incubi ricorrenti, oltre a rappresentare un fattore di disturbo del sonno e a portare quindi a conseguenze diurne (difficoltà di apprendimento/memoria, disattenzione, ecc…) non andrebbero mai sottovalutati, perché potrebbero mascherare patologie ben più serie. Infatti spesso gli incubi in età adulta possono essere indice di stress o di disagi psicologici quali ansia, depressione e soprattutto disturbo post traumatico da stress.

Tra i criteri diagnostici del disturbo post traumatico da stress troviamo proprio la presenza di incubi ricorrenti che si accompagnano in questo caso a comportamenti diurni alterati. Differentemente dalla norma, che vede gli incubi prevalere nell’ultima parte del sonno, nel disturbo post traumatico da stress, questi possono presentarsi anche durante le prime fasi del sonno, disturbando non poco l’addormentamento.

 

Certe caratteristiche di personalità, inoltre, sono maggiormente associate a sogni terrifici (che in questo caso sono presenti per tutta la vita). Il fenomeno appare maggiormente rappresentato in soggetti con disturbo borderline, disturbo schizoide e schizofrenia.

 

 

Come si presenta nel bambino?

Nei bambini gli incubi sono molto frequenti e, a differenza dell’adulto, non necessariamente rispecchiano un disagio psicologico. A volte possono rispecchiare ansia e insicurezza, in altri casi sono semplicemente il risultato di uno o più giorni particolarmente stressanti per il bambino.

Il contenuto riguarda spesso mostri, cadute, aggressioni da parte di animali, ecc…

Nel caso in cui gli incubi diventino ricorrenti (2-3 a settimana) si rende necessaria una indagine psicologica. È noto infatti che anche nel bambino è presente una associazione tra incubi e disturbi d’ansia o disturbo post traumatico da stress, ma soprattutto, un’associazione con l’ abuso infantile (fisico/psicologico) che va pertanto sempre indagata.

 

 

Come avviene la diagnosi?

La polisonnografia non risulta indicata nella diagnosi degli incubi notturni, a meno che non si abbia il dubbio di dover effettuare una diagnosi differenziale con altri disturbi del sonno o con fenomeni di natura epilettica.

 

 

In cosa consiste il trattamento?

Nel trattamento bisogna tener presente innanzi tutto se la causa è un disturbo d’ansia o un disturbo post traumatico da stress: lavorando sul disagio psicologico, quando presente, il disturbo si attenua e scompare di conseguenza.

La terapia cognitivo-comportamentale è particolarmente efficace nel risolvere il disturbo con tassi di successo del 70% dei casi trattati.

 

Sempre utile risulta l’applicazione dei principi di igiene del sonno e delle tecniche di rilassamento all’addormentamento. In alcuni casi, anche un training per lavorare sull’autostima del paziente si è rivelato utile.

L’approccio farmacologico è indicato nel caso in cui il disturbo abbia una elevata frequenza, determini una compromissione rilevante sulla qualità della vita del paziente,  oppure realizzi una eccessiva frammentazione del sonno. Purtroppo i farmaci utilizzati (gli antidepressivi triciclici), hanno, tra gli effetti collaterali, proprio un aumento degli incubi alla sospensione del farmaco. Per questo motivo è preferibile l’approccio psicologico o psicoterapeutico.

 

 

Quando tendono a presentarsi gli incubi ?

Gli incubi tendono a presentarsi nelle prime ore dell’alba e si contraddistinguono per il fatto che il soggetto può ricordare completamente e vividamente il contenuto e i dettagli del sogno al risveglio.

 

 

Quando si verifcano prevalentemente gli incubi ?

Gli incubi si verificano prevalentemente durante i periodi di stress, ma possono anche essere correlati alla visione di un film o di un programma televisivo dai contenuti spaventosi. Pertanto questi sogni terrificanti non sono un motivo di allarme, tranne nei casi in cui si manifestino molto spesso.

 

 

Perché i bambini fanno più incubi notturni?

E’ provato che i bambini facciano più incubi degli adulti. La ragione è semplice: un bebè, che è appena venuto al mondo, è assalito incessantemente da immagini nuove, da sensazioni, odori, suoni che gli causano sensazioni forti.

Il piccolo elimina questo eccesso d’informazioni, che il cervello ha accumulato durante il giorno, solo durante il momento del sonno. Spesso, il principale incubo infantile resta quello dell’abbandono da parte della madre, che è legato al trauma di essere lasciati all’asilo la mattina, per esempio.

​Fino ai 5 anni, il bambino fa spesso sogni di fantasmi, di draghi, d’inseguimenti, di personaggi che ha visto in televisione o nei libri. Alcuni bambini sognano anche di litigare con i fratelli, le sorelle o con i genitori.

Questo perché non è ancora in grado di dire quando ha paura, ed hanno difficoltà ad esprimere quello che sente. Ma col passare del tempo il bambino impara a esternare le proprie emozioni, a parlarne, e farà sempre meno incubi.

 

 

 

La cura per gli incubi

 

La qualità del sonno è data da diversi fattori che, combinati, influiscono positivamente o negativamente sul prodotto dei sogni. Sono tanti i fattori che contribuiscono ad assicurare un sonno riposante e tranquillo e solo dopo aver evitato alcuni cibi pesanti, il fumo e l’alcool o l’uso di alcuni farmaci, puoi pensare di considerare qualche cambiamento strutturale nella tua stanza da letto per favorire il corretto riposo.

Fortunatamente le cure per ‘prendere per le corna’ questo disturbo del sonno ci sono e sono anche molto efficaci, nella maggior parte dei casi. Se viene dimostrato che la causa degli incubi non è altro che una componente medica dei farmaci che ci sono stati somministrati, sarà sufficiente interrompere la cura o modificarne il dosaggio.

 

Più frequenti, invece, sono gli incubi causati da disturbi come l’apnea, che richiedono una presa di coscienza della patologia che sta dietro a questo disturbo.
Il rimedio consigliato in primis è quello della raccomandazione di dimagrire, se si soffre di obesità e sovrappeso, ma anche di smettere di fumare.

 

 

La categoria degli incubi, più in generale, può essere divisa in tre diverse categorie:

Quella cronica ovvero i brutti sogni che vi accompagnano tutta la vita o i fenomeni della personalità, quelli indotti dai farmaci, ma anche gli incubi associati a periodi di stress post traumatico cioè coloro che vivono spesso il loro incubo più e più volte, senza sosta, ma presentando di volta in volta particolari nuovi.

Specialmente nei bambini, poi, gli incubi sono spesso il risultato di qualcosa di sgradevole che si è visto o fatto durante il giorno e che viene riproposto durante il sogno.

 

 

 

Come uscire da un incubo

 

La temperatura: 
si consiglia di mantenere la stanza ad una temperatura ideale intorno ai 18° perché in una stanza fresca si tende a cercare il caldo e a restare sotto le lenzuola, mentre se fa troppo caldo si cerca automaticamente il freddo, svegliandosi in continuazione.

La luce:
meglio oscurare completamente la stanza, perché sia la luce del sole che quella artificiale stimolano il sistema nervoso a produrre le sostanze che inducono allo stato di sveglia.

Il rumore:
Anche se si dorme, il nostro cervello viene costantemente stimolato e non riposa a sufficienza con il persistere dei rumori continui a cui non è ancora abituato. Ricorri, preferibilmente, agli isolamenti sonori, come i doppi vetri e la moquette, o scegli di usare i tappi per le orecchie.

 

Altre precauzioni:

– Cerca di coricarti sempre alla stessa ora

 

– Evita i pisolini di giorno e di addormentarti davanti alla televisione

 

– Non dormire più di quanto necessario

 

– Non fare attività fisica prima di andare a dormire

 

– Fare esercizio fisico da 20 a 30 minuti ogni giorno, il movimento quotidiano può aiutare a dormire meglio

 

– Limitare il consumo di alcol, caffeina e nicotina, possono rimanere nell’organismo per più di 12 ore e turbare il sonno

 

–  Rilassarsi prima di andare a letto con un bagno caldo, una lettura o un’altra attività che favorisca il rilassamento e concili il sonno

 

«Per non avere incubi, la persona ha bisogno di avere una vita psichica equilibrata e stabile e, naturalmente, questo è più facile a dirsi che a farsi. L’obiettivo di avere una vita serena è ovviamente un obiettivo di lungo termine, che comprende una saggia gestione delle fonti di stress attuali, un lavoro psicologico su di sé che metta ordine nella propria psiche e la cura della salute fisica attraverso una giusta alimentazione, un giusto allenamento fisico e un giusto riposo!

In altre parole, una vita onirica serena, in cui non si manifestino degli incubi, implica una buona stabilità emotiva ed è qualcosa, quindi, che si ottiene piano piano, lavorando con continuità e con pazienza su di sé» spiega il dottor Adriano Stefani.

 

 

 

Categorie di incubi

 

Secondo i ricercatori si possono distinguere due categorie di incubi: gli incubi post-traumatici e quelli ordinari.

 

Incubi post-traumatici:

Sono indubbiamente la categoria peggiore: coloro che sono stati coinvolti in episodi di violenza e maltrattamenti sono maggiormente suscettibili a questo genere di esperienza.

Le vittime di eventi simili tendono ad avere sogni ricorrenti che possono avvenire in qualunque fase del sonno; in questi episodi chi riposa rivive ciò che ha provato nella realtà con qualche lieve distorsione onirica.

 

 

Incubi ordinari:

Si tratta di sogni terrificanti nei quali si sviluppa una trama fantastica. Gli incubi ordinari fanno spesso riferimento a qualcosa visto in un film o letto in un libro: possono contenere elementi fantasy (streghe, mostri, vampiri), eventi violenti (assassini, omicidi) o racconti paradossali. Sono generalmente legati alla fase REM del sonno e il risveglio da questi sogni reca notevole sollievo.

 

 

 

Gli studi di Sigmund Freud

 

Sigmund Freud fu tra i primi studiosi a occuparsi dell’analisi dei sogni e della loro interpretazione, compresa quella degli incubi, stabilendo una relazione tra materiale onirico, psiche umana e realtà dei soggetti.

Il suo merito storico fu quello di assegnare al sogno un significato psicologico e specifico, concependolo come il risultato di un processo psichico.

 

Secondo Freud i sogni e gli incubi hanno origine nell’inconscio dell’individuo: questo esprime desideri, generalmente di carattere sessuale, che trovano una loro “realizzazione allucinatoria” nel materiale onirico. Il sogno è quindi la rappresentazione dell’appagamento, mascherato da desideri repressi.

Da allora gli psicologi e gli psichiatri hanno continuato le ricerche del medico viennese nell’ambito dell’interpretazione, sottolineando come gli incubi, in ogni caso, forniscano informazioni riguardo all’inconscio.

 

Nel caso degli incubi post-traumatici, per cercare di comprendere queste informazioni e superare l’incubo, è consigliabile affidarsi a un terapista.

Per quanto riguarda invece gli incubi ordinari, si può imparare a comprendere questi sogni anche da sé.

 

 

Per interpretare e affrontare al meglio il contenuto di un incubo è essenziale:

  • Individuare l’elemento principale del sogno, personaggio o azione che sia e analizzare quale significato abbia per voi.

 

  • Ripercorrere le sensazioni percepite durante il sogno.

 

  • Domandarsi se sia avvenuto qualche fatto insolito, nei giorni in cui si sono verificati, che possa aver causato questi incubi notturni.

 

  • Comprendere le associazioni, indagando le possibili connessioni tra l’elemento cardine del sogno ed un determinato evento della vostra vita quotidiana.

 

 

 

Cosa sostiene il professor James Pagel 

 

Il professor James Pagel, della University of Colorado School of Medicine, sostiene che gli incubi siano in un certo senso “meravigliosi”, perché ci aiutano a capire cosa sta succedendo dentro di noi e come funziona il nostro cervello molto più dei sogni normali.

Tuttavia, ammette che incubi ricorrenti possono aggravare i disturbi delle persone che ne soffrono e causare alterazioni del comportamento (stress durante la veglia, insonnia, paralisi dei muscoli), fino a diventare una delle cause di suicidio nei casi più gravi.

 

 

 

I ricercatori dell’Università di Montreal

 

I ricercatori dell’Università di Montreal hanno arruolato migliaia di volontari ai quali è stato chiesto di tenere un diario della propria attività onirica per un periodo di cinque settimane.

Alla fine su complessivi diecimila sogni, gli studiosi hanno analizzato a fondo 253 incubi e 431 brutti sogni. L’attività di studio ha permesso di avere un quadro più preciso del tipo di incubo e brutto sogno maggiormente frequente in uomini e donne.

 

E allora scopriamo che il sentimento che associamo immediatamente all’incubo o ai brutti sogni, cioè la paura, in realtà è presente solo nel 33% degli incubi e non sempre è un fattore determinante. Alla fine, al risveglio, ciò che resta appiccicata addosso ed è difficile da mandar via è una sensazione di confusione, o di tristezza, o di disgusto.

Dallo studio, inoltre, è emerso che il tema più frequente degli incubi è l’aggressione fisica, un evento così sconvolgente da svegliare il sognatore la maggior parte delle volte. Invece i temi più frequenti dei brutti sogni hanno spesso a che vedere con conflitti interpersonali (le donne li sognano due volte più frequentemente degli uomini) e calamità naturali di vario genere (più frequenti tra gli uomini).

 

Secondo l’ipotesi ventilata dai ricercatori canadesi Geneviève Robert ed Antonio Zadra, i sogni in generale rappresentano un modo per elaborare ciò che è accaduto durante la giornata: le emozioni, le esperienze, le paure. I brutti sogni invece sono la reazione ad uno stress del sistema nervoso.

 

 

 

Cosa consiglia il professore Bernardo Carpiniello

 

Che cosa si può fare? «Prima di tutto un’accurata valutazione medica sulle cause, rivolgendosi se possibile a un Centro di medicina del sonno», consiglia Bernardo Carpiniello , professore ordinario di psichiatria all’Università di Cagliari.

«Gli incubi possono essere, infatti, un effetto indesiderato di alcune medicine (come i betabloccanti o certi antibiotici di tipo fluorochinolonico) o della sospensione brusca di farmaci (per esempio le benzodiazepine, spesso usate per la cura dell’insonnia). Oppure a volte sono collegati all’abuso di alcol o stupefacenti e ad alcune patologie, quali epilessia, broncopneumopatia cronica ostruttiva e sindrome da apnee notturne».

 

 

 

Cosa dice lo psichiatra Massimo Biondi

 

Una volta escluse le cause fisiche o farmacologiche, l’origine va cercata in fattori di ordine emotivo. «Per esempio il disturbo da stress post traumatico», continua lo psichiatra, «nel quale gli incubi sono costituiti dal rivivere angosciosamente durante il sonno il trauma subito. In altri casi l’origine del turbamento emozionale può non essere facilmente individuabile perché più profonda e inconsapevole».

Di frequente, all’origine dell’incubo ricorrente c’è un disturbo d’ansia o di natura depressiva. «Chi è alle prese con le visioni mostruose a volte soffre del cosiddetto Dap, cioè di un disturbo da attacchi di panico che si manifesta anche di giorno con crisi ansiose improvvise, in cui impellente è la paura di morire», dice lo psichiatra Massimo Biondi, che dirige il dipartimento di salute mentale del Policlinico romano Umberto I.

 

«Invece nel disturbo d’ansia generalizzata (Dag) si presenta una condizione d’apprensione continua, di timore oscuro che accada qualcosa ai propri cari. Una cappa d’angoscia che inevitabilmente avvelena l’andamento del buon sonno. Spesso, nella storia recente delle persone che ne soffrono, si riscontrano eventi di separazione affettiva, come un divorzio o la morte di una persona cara, che hanno fratturato il senso di sicurezza emotiva ed esistenziale».

 

Altro disturbo comune, alla base degli incubi ricorrenti, è la depressione. «Forma importante è la depressione maggiore: il male oscuro genera tristezza, perdita degli interessi abituali, compromette nei casi più gravi la normale capacità di lavoro», continua Biondi. «Ancora: la reazione della persona a un fatto negativo della vita può provocare un disturbo d’adattamento, anche qui di tipo ansioso, depressivo o misto.

Gli accadimenti possono riguardare la sfera degli affetti (una separazione), il nucleo familiare (un lutto), l’ambito della professione (un licenziamento). La reazione è dovuta al fatto che non si è riusciti ad adattarsi psicologicamente a questo cambiamento. È un malessere meno grave rispetto ai precedenti, in genere dura pochi mesi e può risolversi spontaneamente».

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