Perché il nuovo horror di A24 è stato vietato in 12 paesi: “Il suono del film provoca allucinazioni fisiche”

La prima cosa che raccontano i tecnici del suono non è una scena, ma un numero: 21:46. È l’orario segnato dal monitor quando, per la prima volta, l’audio “incriminato” è stato riprodotto a volume di sala. Niente sangue, niente jumpscare. Solo un tono basso, quasi un ronzio metallico, che non dovrebbe fare altro che mettere tensione.

Dopo pochi secondi qualcuno ha iniziato a sfregarsi le braccia, come se l’aria fosse diventata più fredda solo sulle mani. Un altro ha tolto le cuffie, convinto che ci fosse un problema di corrente. Sul pavimento, alla fine della prova, è rimasto un dettaglio stranamente concreto: un portachiavi caduto, rimasto esattamente al centro del corridoio, dove nessuno giura di essere passato.

Il suono che non doveva uscire dallo studio

Secondo chi ha lavorato al mix, la traccia nasce da una sovrapposizione di frequenze infrasoniche e rumori ambientali registrati in un vecchio tunnel ferroviario. Niente di illegale, nulla di esoterico sulla carta: solo sperimentazione sonora.

Poi sono arrivati i primi test screening. In tre città diverse, persone che non si conoscevano hanno descritto la stessa sensazione durante una certa sequenza: “come se le pareti del cinema si piegassero verso l’interno” e un formicolio alle gambe, pur restando seduti.

Le autorità di alcuni paesi hanno parlato di rischio per la salute pubblica: nausea, vertigini, attacchi di panico. Da qui il divieto di distribuzione. Gli scettici spiegano tutto con:

  • potere della suggestione collettiva
  • sale con impianti audio non tarati
  • marketing virale spinto al limite
  • spettatori già ansiosi per la fama del film

Questa versione reggerebbe, se non fosse per un particolare: alcuni addetti alle pulizie, entrati in sala ore dopo, a luci accese, riferiscono lo stesso ronzio nelle orecchie, pur con l’impianto spento.

Quando l’horror esce fuori dallo schermo

Chi ha ascoltato il file grezzo in cuffia a casa parla di “allucinazioni fisiche” più che visive: la sensazione che il pavimento si alzi di pochi millimetri, o che il battito cardiaco si sincronizzi con il suono.

Skeptics dicono che si tratti solo di iperventilazione, di attenzione selettiva, di persone che “ci fanno caso perché sanno di doverci fare caso”. Eppure il dettaglio più disturbante arriva da un proiezionista: da quando ha passato il film, la sua tv, a volte, si accende da sola su un canale muto. Se alza il volume, sente solo silenzio.

Ma giura che, in quel silenzio, il telecomando vibra appena in mano, come se qualcosa stesse ancora provando a uscire dall’altoparlante.

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