I FANTASMI DEL CASTELLO DI LARI

Castello dei Vicari di Lari, situato nel borgo omonimo a circa 30 km da Pisa. L’esatta data di costruzione è andata persa nei secoli, ma il castello è presente addirittura in un documento datato 732 d.C.

Nella sua lunga storia la fortezza è passata sotto diverse famiglie proprietarie, è stata in parte distrutta e ricostruita, a volte ristrutturata e usata per diversi scopi.

 

In particolare è utile sapere che a partire dal 1289 divenne un’importante roccaforte della Repubblica di Pisa che combatteva contro la Repubblica di Firenze e che per oltre un secolo seppe reggere i numerosi assalti nemici senza mai essere espugnata.

Nel 1406 però Firenze conquistò Pisa e il castello di Lari divenne così dimora dei Vicari, governatori fiorentini e membri delle più nobili famiglie fiorentine che lo trasformarono nei secoli in una lussuosa residenza per i regnanti di Toscana. Fu allora che prese il nome di “Castello dei Vicari di Lari”.

 

Sembra che il Castello dei Vicari sia infestato da almeno due anime in pena: si potrebbe giustificare la cosa con il fatto che la fortezza nel medioevo fu teatro di numerose e sanguinose battaglie, che venne utilizzata dai Vicari come sede del tribunale con tanto di sala delle torture, le prigioni e la sala dove chi veniva ritenuto colpevole finiva giustiziato, che è rimasto un carcere fino al 1934 e che al suo interno furono rinchiusi e martoriati centinai di prigionieri.

 

In ogni caso tra le sale e i corridoi del castello si aggirerebbero una donna vissuta nel 1500 e un uomo morto in carcere nel 1900.

Tra i manoscritti giunti fino a noi c’è quello di un processo epr stregoneria avvenuto nel 1594 ai danni di Gostanza da Libbiano, una donna che provò sulla sua pelle le atrocità perpetrate nelle tetre prigioni (chiamate Inferno).

La donna era un’anziana signora che dopo essere rimasta vedova si era trasferita a Libbiano e in seguito a San Miniato, praticando il mestiere di levatrice e guaritrice.

 

Nella zona molti contadini e artigiani si rivolgevano a lei per un rimedio contro i malanni e le malattie: a donna infatti conosceva l’arte curativa delle erbe ed era solita mescere alcuni ingredienti naturali per alleviare i patimenti di chi non aveva altra scelta se non le sue cure.

 

Nel 1594 a San Miniato fu inquisita per stregoneria dalla Santa Inquisizione e fu accusata di avere ucciso un giovane con i suoi trattamenti e di intrattenere rapporti con il demonio.

La presunta strega fu rinchiusa per lungo tempo in una cella del castello di Lari dove i carcerieri tentarono ogni violenza possibile per farle confessare ciò che non aveva in effetti fatto. Ma a differenza di molte migliaia di prigionieri il suo spirito era forte e non cedette mai al dolore delle torture.

 

Non ci fu modo di estorcerle un’ammissione di colpevolezza e in seguito alle pressioni della Chiesa di Pisa venne rilasciata per non creare un’altra martire ed inimicarsi il popolo già sul piede di guerra.

La donna però subì torture talmente distruttive che rimase menomata e provata mentalmente. Venne liberata, ma confinata a tre miglia di distanza dalla sua casa, sotto pena del carcere e della frusta. Morì poco dopo in preda alla pazzia.

 

Si crede che il suo fantasma ogni tanto torni nella cella dove fu tenuta prigioniera e in molti giurano di aver udito echeggiare in tutta la valle le sue urla strazianti per la disperazione.

C’è anche chi parla dello spettro di una donna vestita di cenci e in catene che si trascina nelle prigioni attraversando i muri in silenzio e con al testa chinata al suolo.

 

L’altro spirito dannato sembra essere quello di Giovanni Princi detto “il Rosso della Paola”, rinchiuso come cospiratore e nemico politico nella cella numero 5 del castello. Era un semplice bracciante, ma finì in carcere all’inizio del 1922 perché oppositore accanito del fascismo.

Princi fu trovato morto la mattina del 16 dicembre 1922, impiccato alle inferriate della finestra.

La sua morte fu considerata un suicidio, nonostante sul corpo dell’uomo vennero trovati segni inequivocabili di percosse e un’evidente ferita alla testa.

 

A distanza di oltre 50 anni nella sua cella fece la comparsa il fantasma di Giovanni Princi e i primi testimoni furono l’ex guardiano del castello e la sua famiglia.

Si dice che la notte a cavallo tra il 15 e il 16 di dicembre di ogni anno, lo spettro del Rosso della Paola torni a manifestarsi nel castello di Lari.

 

Molti testimoni, soprattutto tra il personale del castello afferma che di tanto in tanto si minifesta la figura di un uomo avvolto da una densa nebbia che dopo alcuni passi si dilegua nelle ombre dei corridoi del castello.

Numerose sono le testimonianze di avvistamenti e fatti inspiegabili avvenuti all’interno del maniero, anche perchè il Castello dei Vicari di Lari oggi è un museo civico e può essere nei festivi visitato con tanto di guida. Sicuramente è un luogo denso di misteri che vale la pena visitare.

 

Fonte: ilparanormale

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