CHE COSA SONO I MYLING ?

Il myling è un’entità rancorosa generata proprio dai quei bambini lasciati morire dopo il parto (o anche più grandi quando giungevano periodi difficili); ancora più semplicemente è l’anima dei bambini non battezzati o non seppelliti correttamente in un luogo sacro, che per questo motivo è costretta a vagare sulla terra fino a che non verrà accompagnata in un cimitero.

In passato, infatti, bambini non battezzati non potevano essere sepolti in terra santa e per questo si credeva che non potessero trovare sollievo nei cieli.
Un altro nome con cui è conosciuto il myling è “utburd”, che significa “colui che è stato lasciato fuori” (dalla terra consacrata ovviamente).

 

Myling | Urban Legends & Cryptids Amino

 

A volte i myling sono descritti come fantasmi di bambini che vagano nei boschi alla ricerca di un taglialegna o un cacciatore per costringerlo a portarli in un cimitero; altre volte sono descritti come lupi o animali selvatici ostili; altre ancora come animali grotteschi o ombre grandi come case. Il più delle volte però sarebbero entità invisibili agli esseri umani, ma percepibili dagli animali domestici.

 

I fantasmi di quei bambini lasciati morire sarebbero arrabbiati con tutti gli esseri umani che capitano loro a tiro e lungo i sentieri boschivi aggredirebbero i malcapitati graffiandoli, colpendoli, facendoli inciampare o cadere nelle rupi; ad ogni modo si crede che non uccidano quasi mai gli esseri umani perché il loro desiderio è quello di essere accompagnati in un cimitero, dove troverebbero finalmente la pace eterna.

Per fare questo si dice che salgano sulla schiena di una vittima, che si accorgerebbe delle loro presenza sentendo un peso sulle spalle crescente e opprimente che aumenta ad ogni passo.

Alcune leggende raccontano che man mano che la persona si avvicina al cimitero i myling assumano sempre più fattezze umane e diventino visibili, ma che a volte il loro peso diventi tale che lo sfortunato stramazza al suolo senza vita.

 

Feedbands - Myling by Woods End

 

Alcune versioni affermano che il myling in realtà non aumenterebbe di peso, ma che risucchi la forza vitale delle vittime rendendole via via più deboli.

Secondo le credenze scandinave, per dare la giusta pace allo spirito di un bambino non battezzato si dovrebbe recitare una formula tradizionale usando i nomi simbolici Kari (per le femmine) o Jon (per i maschi). Avrebbe più o meno questa forma:

«Io ti battezzo in nome della mia fede / Kari o Jon»

 

Come scritto prima, la pratica storica di abbandonare i figli indesiderati nei boschi o in altri luoghi remoti era dovuta o a gravi condizioni economiche che mettevano a rischio la sopravvivenza della famiglia; a volte accadeva per la nascita di un bambino fuori dal matrimonio.

Concepire un figlio fuori dal matrimonio è sempre stata considerata una grande vergogna nella vecchia società contadina e in passato le stesse ragazze madri uccidevano il loro neonato alla nascita per poi farlo sparire ai bordi dei boschi o nelle acque dei torrenti e dei laghi.

 

Si è dovuto attendere fino al 1687 per far cambiare un po’ le cose: il codice norvegese di King Christian V dispose che questo crimine fosse punito con la morte del genitore che uccideva il proprio figlio. Purtroppo nella Norvegia del XIX secolo la maggior parte degli omicidi erano ancora gli infanticidi.

 

 

Dove risiedono i myling ?

Secondo le leggende risiedono nei luoghi in cui sono stati abbandonati, soprattutto paludi, foreste, tumuli.

 

 

I myling secondo il folklore italiano

 

Il folklore italiano li vuole folletti o spiritelli indossanti berretti rossi, molto dispettosi. Se di animo mite rimpiazzano gli uomini nei lavori più pesanti e svelano segreti utili alle loro attività.

Tra i più popolari si ricorda il famoso Municeddhu, o Laurieddhu, spiritello dispettoso diffuso in tutto il Salento. Il cristianesimo, non riuscendone a sradicare la credenza, asserì fosse l’anima di un bambino defunto non battezzato.

 

 

Triste e capriccioso, alto non più di 40 centimetri, con in testa il berretto rosso chiamato “lu cappiddhuzzu”, vive nei boschi, nelle stalle e nelle case della gente.

Si diverte a tormentare le donne addormentate posandosi sul loro seno, solletica i piedi agli uomini, intreccia criniere e code degli animali, spenna oche e galline, di notte sbatte pentole e sposta oggetti facendo impazzire gli abitanti della casa presa di mira.

 

 

Per ammansirlo bisogna rubargli il cappello, impresa quasi impossibile: se ci si riesce diventa buono e dolce ma attenzione a restituirglielo prima che abbia tenuto fede alle sue promesse.

Il Municeddhu è infatti noto come custode dei tesori: sa dove si trovano ma lo svela solo ai più astuti. Per ricevere l’oro bisogna chiedergli di portare merda.

 

 

Altre leggende, sempre italiane, raccontano di spiriti angelici che vagano alla ricerca delle anime dei bambini non battezzati: gli esseri umani non possono percepirne il passaggio ma i cani, in loro presenza, intonano tristi ululati.

In definitiva, a dispetto delle inevitabili diversità, il folklore europeo attribuisce ai bambini non battezzati tratti bestiali, diabolici, stregoneschi, riconoscendoli come esseri che sfuggono alle leggi di Dio.

 

Il Battesimo assurge infatti a una funzione rigenerante, ci fa nascere “a sua immagine e somiglianza”, chi non lo riceve è condannato ad altra sorte e il suo spirito triste destinato a tornare tra i vivi

 

 

Fonti: ilparanormale

latelanera

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