SIGNIFICATO SIMBOLICO DEL CORVO

Insieme ai gatti nel medioevo i corvi erano associati alle streghe. Si riteneva infatti che i corvi fossero loro diabolici messaggeri e che le spose del Diavolo potessero prendere le sembianze degli uccelli neri in caso di necessità. Uno dei personaggi malvagi più gotici e inquietanti della Disney, la strega Malefica, è sempre accompagnata da un corvo.

 

Il corvo compare come simbolo maligno nei trattati di demonologia: qui ritroviamo Malphas e gli Harab.

  • Il potente Malphas è un Principe dell’Inferno, 39° Demone invocato da Re Salomone, può tramutarsi in corvo. Nell’ immagine sottostante è visibile la raffigurazione di Malphas riportata nel Dictionnaire Infernal. Trattato di demonologi, pubblicato per la prima volta nel 1818, e scritto da Collin de Plancy.Raffigurazione del demone Malphas nel libro Dictionnaire Infernal
    foto: la raffigurazione del demone Malphas all’interno del libro Dictionnaire Infernal.

 

  • Gli Harab sono gli orrendi corvi della morte, spiriti ribelli al servizio di Baal, il Signore dell’Omicidio.

 

 

Il corvo è simbolo sacro di Odino, dio dei Vichinghi. Divinità guerriera e potente, Odino ha due corvi, Huginn e Muninn, che libera al sorgere del Sole perché volino per il mondo. Questi tornano alla sera e si appoggiano sulle spalle del dio, sussurrando le informazioni e i segreti che hanno carpito durante il giorno.

Interessante la traduzione dei loro nomi: Huginn vuol dire “pensiero”, mentre Muninn significa “memoria”. Per l’importanza che questi animali hanno assunto per lui, Odino è detto “il Dio Corvo”.

 

Pochi lo sanno ma i corvi sono animali straordinariamente intelligenti. Al pari dell’uomo, dei delfini e degli scimpanzé, sono fra i pochissimi a riconoscere la loro immagine allo specchio e riescono ad elaborare pensieri estremamente elaborati, manipolando strumenti e strutturando strategie per la risoluzione di problemi.

Non è un caso che i due corvi di Odino si chiamino “Pensiero” e “Memoria”: il loro pensiero, infatti, è estremamente elaborato e sono dotati di un profondo e raro senso del ricordo. In Giappone i corvi lasciano cadere le ghiande sulle carreggiate perché le macchine di passaggio le aprano per loro. Addirittura spesso le fanno cadere in corrispondenza delle strisce pedonali, così da poter recuperare la ghianda in tutta sicurezza quando scatta il verde.

 

Nelle leggende celtiche dell’Irlanda, così come nella mitologia degli indiani d’America, il Corvo è simbolo di intelligenza estrema e conoscenza profonda.

 

Fonte: feelnopain

 

 

 

 

Di cosa si ciba il corvo ?

Il corvo si ciba di cadaveri di animali e di uomini, spesse volte cavando gli occhi dalle orbite è stato associato alla morte e al male.

Non a caso una delle forme fisico-materiali predilette dal Diavolo sarebbe proprio quella del corvo.

 

 

 

 

La mitologia greca

 

Nella mitologia greca il Corvo ha una brutta nomea. Quando Apollo s’innamorò di Coronide, ordinò a un corvo dal piumaggio bianco di fare la guardia alla sua amata incinta mentre lui si recava a fare un viaggio a Delfi. Coronide non fu fedele e tradì Apollo con Ischide, ma il corvo non gli riferì l’accaduto. Quando Apollo ne venne a conoscenza, per punizione, fece diventare nere le piume del corvo.

 

Lo scrittore greco Porfirio, nel III secolo d.C., scrisse che era possibile acquisire poteri magici mangiando il cuore di un corvo e il poeta Ovidio, nelle Metamorfosi, parla della strega Medea che infuse nelle vene di Giasone una pozione di cervo invecchiato e di testa di corvo vissuto per più di nove generazioni di uomini.

La tradizione vuole che un corvo non possa mai entrare nell’Acropoli di Atene, a causa della sua inimicizia con la dea Atena, il cui simbolo è una civetta.

 

 

 

 

Curiosità

 

  • Nella cultura e tradizione delle popolazioni dei territori subartici il corvo rappresenta la magia e la metamorfosi perché condivide diversi segreti con il Grande Spirito. Il corvo insegna all’uomo a vivere in modo umile, consapevole e moderato.

 

  • Secondo la mitologia di alcune stirpi indiane, sarebbe stato proprio il corvo a creare la terra: l’uccello, infatti, avrebbe portato nel suo becco i ciottoli che lasciava cadere in mare per formare le prime isole.

 

  • Secondo altre tradizioni dei popoli nativi americani il corvo, come animale forte rappresenta l’ampliamento della coscienza: le sue piume nere costituiscono un passaggio verso l’infinito e, essendo in contatto direttamente con il Grande Spirito, può avere proprietà curative nei confronti della persona che lo evoca con la magia.

 

 

  • Nella tradizione alchemica il corvo, a causa del colore nero delle sue piume, rappresenta la putrefazione della materia usata.

 

  • Il corvo si dice aiuti ad apprendere le lezioni del passato ma senza aggrapparvisi consentendo la crescita interiore della persona.

 

Si trova scritto che il corvo bianco fosse uno degli uccelli preferiti dal dio Lugh e che egli avesse orinato al volatile di vigilare su una giovane donna in stato interessante, che era stata amante del dio, perché nessun uomo mortale potesse giacere a sua volta con la fanciulla.

Il corvo acconsentì a ubbidire ma mentre Lugh era assente, la giovane giacque tra le braccia di un pastore: ella chiese al volatile sacro di non dire nulla al dio riguardo il suo tradimento ma il dio della divinazione che era colui che sapeva tutto si adirò con il corvo e condanno il volatile a cambiare per sempre il suo piumaggio da bianco a nero come la notte e a ubbidirgli ciecamente.

 

Con questa condanna il corvo perse per sempre anche la sua libertà: come ogni storia o leggende anche questa possiede un insegnamento prezioso che le persone che la ascoltavano dovevano apprendere e che riguarda la coscienza delle persone che anche rappresentando ciò che di più alto possiede lo spirito umano a volte può tramutarsi in nera servitrice dei vizi e i difetti degli umani.

Poiché il dio Lugh era anche il dio della preveggenza anche il corvo acquisì tale nomea e infatti le persone addette a divinare spesso traevano auspici dalla osservazione del volo di questi uccelli.

 

 

In Cina ed in Giappone, questo uccello nero simboleggia l’amore per la propria famiglia, e nella mitologia dei paesi orientali, i Tengu, spiriti “bricconcelli” ma anche dispensatori di validi insegnamenti, assumono spesso le fattezze di corvo quando si avvicinano agli esseri umani.

Concezione, questa, che si ritrova presso i popoli della costa nord-occidentale del Pacifico: il rapace è da essi considerato come una creatura dotata di poteri soprannaturali, in grado di trasformarsi in tutto ciò che desidera, dispettosa ma al contempo capace di donare preziosi consigli e doni utili alla sopravvivenza.

 

 

 

 

I presagi popolari riguardo ai corvi 

 

  • Se un corvo vola vicino a una finestra e gracchia preannuncia morte, vedere un corvo solitario su un camino è segno di vendetta.

 

  • Se un corvo vola tre volte sopra una casa e gracchia tre volte è un cattivo presagio, se si vedono i corvi volare gli uni verso gli altri è un presagio di guerra.

 

  • Quando i corvi in stormo abbandonano un bosco vuol dire che è in arrivo una carestia.

 

  • Nel folclore russo e generalmente in quello europeo si crede che gli spiriti delle streghe assumano la forma di un corvo.

 

Fonte: latelanera

 

 

 

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